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Il caso

L'Ipia "Fermi" trasferito al "Foderà"? Il Cartello sociale: "Risposte date solo perché un'azienda protesta"

All'istituto di via Matteo Cimarra erano stati già collocati, e doveva essere una soluzione temporanea, gli alunni del "Politi" che avevano assistito al crollo di calcinacci nelle loro aule

"Non sono state date risposte agli studenti e alle loro famiglie. Risposte che invece sono state trovate perché un'azienda protesta". "Un brutto segnale", una sorta di vero cortocircuito, quello che si sta consumando con l'annuncio del trasferimento dell'istituto Fermi dalla zona industriale al vecchio "Foderà" di via Matteo Cimarra. A fare il punto della situazione, toccando anche altri tasti dolenti dell'edilizia scolastica, e puntando l'indice sul mancato riconoscimento del diritto degli studenti è il Cartello Sociale. "E' un brutto segnale che non si diano risposte ai cittadini, mentre si trovano per le aziende - hanno ribadito - . Ci sono voluti otto anni e alcune proteste ma alla fine sembra si possa trasferire dalla zona industriale un importante istituto in città. Resta l'amarezza nel constatare che non sono bastati 8 anni per riconoscere il diritto dei lavoratori e dei ragazzi che frequentano il Fermi, ma è bastata la pressione legittima di un'azienda che si è vista negare l’autorizzazione per l'ampliamento della propria attività per trovare la soluzione". 

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Cosa è successo

La collocazione dell'Ipia Fermi nella zona industriale, tra i capannoni delle fabbriche (a poche decine di metri da un paio di aziende che trattano rifiuti), doveva essere temporanea ed emergenziale visto che il "vecchio" edificio che ospitava la scuola era stato scoperto fosse stato costruito con cemento depotenziato. Sono però trascorsi 8 anni da quella che, appunto, doveva essere una soluzione tampone. La collocazione della scuola nella zona industriale è finita, ad un certo punto, al centro di un "braccio di ferro" con un imprenditore che aveva presentato una richiesta per la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti. Richiesta che venne ovviamente sospesa fintanto che vi fosse, nei paraggi, la scuola. 

Il "Foderà" basterà per tutti?

"Era il 14 ottobre del 2021 quando il commissario di allora ha assicurato l’impegno dell’ente per svolgere in maniera più celere l’iter per bandire le gare e ripristinare le strutture scolastiche chiuse dal 2014 - ricostruisce oggi il Cartello Sociale - . Ci chiediamo, e chiediamo al commissario del Libero consorzio di Agrigento, a che punto è l’iter per il recupero della struttura di contrada Calcarelle, dove intenda allocare tutte le classi che attualmente sono ospitate (anche in questo caso doveva essere una collocazione provvisoria) nella struttura del Foderà. Non vorremmo infatti che a farne le spese siano questi ragazzi e vengano sballottati in qualche appartamento adibito ad uso civile come succede ancora oggi per un istituto in via Cimarra".

Al "Foderà", all'inizio dello scorso ottobre vennero trasferite alcune classi del "Politi". Gli studenti del "Politi" e quell'Ipia "Fermi" si ritroveranno ospiti nello stesso edificio scolastico? E come verranno superate le criticità ancora esistenti? Interrogativi, di fatto, inevitabili. E non soltanto per il Cartello Sociale, ma anche per studenti, famiglie e lavoratori scolastici. 

Emergenza edilizia scolastica

"Chiediamo al commissario straordinario del Libero consorzio cosa intenda fare per dare dignità ai ragazzi e ai lavoratori che sono dentro la scuola di via Cimarra in appartamenti privati. Esiste una circolare datata 27/09/2022 del dirigente scolastico che 'vieta l’accesso dell’ingresso principale del plesso, lo svolgimento dell’attività di educazione fisica e lo svolgimento della ricreazione (in un secondo momento ripristinata la ricreazione ma in classe per mancanza di spazi) - spiegano dal Cartello Sociale - . Solo un paio di mesi fa avevamo chiesto notizia sulla vicenda 'Fermi-Politi-Foderà', avevamo chiesto perché non venissero date risposte ad una lettera di un comitato dei genitori dei ragazzi 'infilati' in queste stanze e di quelle allocati in via provvisoria al Foderà. Anche a loro non sono state date risposte. E’ ovvio che - concludono dal Cartello Sociale - se non si trovano soluzioni degne di una edilizia scolastica per questi ragazzi costretti a stare in stanze ad uso civile in appartamento senza spazi adatti per le attività ricreative e lo svolgimento di attività di educazione fisica saremo a fianco dei genitori e dei ragazzi per difendere i loro diritti". Dopo il corteo di protesta per il caso "Politi" dove gli studenti vennero trasferiti, al "Foderà" appunto, a seguito di caduta calcinacci nelle aule, spirano nuovi - ed anche fortissimi - venti di protesta. 

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