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Un momento del sit-in davanti la Prefettura

Un momento del sit-in davanti la Prefettura

Ipab "Villa Betania", lavoratori senza stipendio da 14 mesi: "Pronti a consegnare le chiavi"

Sit-in davanti alla Prefettura dei dipendenti: "La Regione e i Comuni sono sordi nei nostri confronti, rivogliamo la nostra dignità"

"Villa Betania è un ente pubblico. E' una istituzione di assistenza e beneficenza. Siamo dipendenti pubblici 'fantasma', dimenticati. La Regione è sorda nei nostri confronti, i Comuni sono sordi. E siamo in arretrato, con lo stipendio, di 14 mensilità". E' con queste parole - pronunciate, anche a nome dei colleghi, da Anna Triglia: un dipendente dell'Ipab "Villa Betania" - che stamani, davanti al portone di ingresso della Prefettura, è esplosa la protesta. 

"Rivogliamo la nostra dignità - hanno detto i lavoratori rivolgendosi al presidente della Regione Nello Musumeci - . Eroghiamo un servizio ad anziani e lo facciamo per conto dei Comuni che sono sordi. Non siamo più nelle condizioni di venire a lavorare, siamo sul lastrico, siamo pieni di debiti". 

LE VIDEO INTERVISTE. "Siamo dipendenti pubblici fantasma" 

I 20 dipendenti non sono soltanto di Agrigento, molti arrivano da Licata, Favara, Racalmuto e Raffadali. Al prefetto Dario Caputo i dipendenti hanno chiesto di visitare "Villa Betania" e di concordare, assieme, la restituzione delle chiavi. "E a noi - incalza la dipendente Anna Triglia, sempre a nome dei colleghi, - ci andate a collocare, così come è stato fatto per altri dipendenti che lavoravano da noi, in mobilità, all'Inps, all'ospedale San Giovanni di Dio. Anche noi siamo dipendenti pubblici e come tali vogliamo essere trattati. Non ce la facciamo più, dobbiamo dare dignità ai nostri figli".

"E' semplicemente vergogno - ha spiegato, sempre davanti alla Prefettura di Agrigento, Giovanni Farruggia della Cisl - . Abbiamo cercato da diversi mesi la convocazione in Prefettura, ma è stata dimostrata insensibilità nei confronti di questi lavoratori che, con grandi sacrifici, senza lo stipendio, si recano al lavorare per assistere gli anziani ricoverati. Economicamente però non ce la fanno più, non riescono neanche più a fare rifornimento di carburante".    

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