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Naro, lo Stato al fianco di Cremona dopo l'azione intimidatoria subita

È quanto pare testimoniare la massiccia presenza dei rappresentanti delle Istituzioni e dello Stato giunti a Naro, fisicamente o con attestati di solidarietà al sindaco Lillo Cremona, destinatario dell'attentato incendiario che ha quasi dato alle fiamme il portone della sua abitazione ieri. Nella giornata di oggi, infatti, in tanti si sono anche recati sul posto per testimoniare la propria vicinanza

Un tentativo andato a vuoto, un'intimidazione che non intimidisce ma, anzi, rafforza l'impegno nell'affermare l'importanza di applicare le leggi e lavorare perché la legalità irrobustisca le proprie radici nel territorio.

È quanto pare testimoniare la massiccia presenza dei rappresentanti delle Istituzioni e dello Stato giunti a Naro, fisicamente o con attestati di solidarietà al sindaco Lillo Cremona, destinatario dell'attentato incendiario che ha quasi dato alle fiamme il portone della sua abitazione ieri.

Nella giornata di oggi, infatti, in tanti si sono anche recati sul posto per testimoniare la propria vicinanza.

Dal prefetto Nicola Diomede che ha voluto incontrare il primo cittadino e i dipendenti comunali, passando per il comandante del Reparto operativo dell'Arma, il tenente colonnello Andrea Azzolini, fino al capitano Marco Currao, comandante della Compagnia di Licata che sta seguendo le indagini, è tangibile il messaggio lanciato di rimando agli ignoti che hanno posto in essere il gesto: lo Stato c'è.

"Continueremo con il nostro lavoro - ha detto il sindaco Cremona -. C'è qualcuno che non ritiene che il dovere di un'Amministrazione sia quello di fare la rivoluzione facendo ciò che è normale: applicare le leggi dello Stato"

Per il prefetto Diomede, che ha invitato i dipendenti dell'Ente a lavorare nella legalità senza farsi intimorire da gesti vili o minacciosi, "si continua a operare nel solco di una efficace trasparenza, certamente l'episodio ha una sua gravità - ha detto -. Abbiamo incontrato il sindaco, ci siamo raccontati i fatti e fatto alcune riflessioni.

L'Arma incrementerà i suoi servizi sul territorio, ma siamo alla ricerca del movente di un episodio vile, così come vile è chi lo ha commesso".

Secondo le prime ricostruzioni, intorno alle 18 di ieri il portone di casa di Cremona sarebbe stato dapprima cosparso di liquido infiammabile e poi dato alle fiamme, forse con l'ausilio di una bottiglia incendiaria.

L'incendio, nonostante si sia estinto da solo, ha comunque annerito le scale che conducono all'abitazione del sindaco che in quel momento stava aspettando gli altri componenti della Giunta per una riunione.

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