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L'ingresso della riserva naturale

L'ingresso della riserva naturale

Inchiesta Macalube, scena muta di Fontana e Gucciardo all'interrogatorio in Procura

Fontana (attuale assessore al Comune di Agrigento), indagato nella qualità di direttore della riserva naturale, e Daniele Gucciardo, operatore della stessa riserva hanno preferito non rispondere alle domande del magistrato. La perizia della Procura: "La riserva non ha nessuno dei parametri di sicurezza previsti dalla legge"

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Mimmo Fontana (difeso dagli avvocati Luca Petrucci del foro di Roma e Diego Galluzzo del foro di Agrigento) e Daniele Gucciardo, difeso dall’avvocato Daniela Ciancimino del foro di Agrigento e Luca Petrucci), indagati con l’ipotesi di reato di cooperazione in omicidio colposo nell'ambito dell'inchiesta sulla morte dei due bambini travolti e uccisi nel settembre scorso dal ribaltamento di un vulcano d’argilla nella riserva naturale "Macalube" di Aragona. 

Stamani Fontana (attuale assessore al Comune di Agrigento), indagato nella qualità di direttore della riserva naturale, e Daniele Gucciardo, operatore della stessa riserva, sono stati interrogati dal sostituto procuratore Carlo Cinque, titolare dell'inchiesta sulla morte dei fratelli Laura e Carmelo Mulone. Il colloquio, però, è stato molto breve: entrambi, seguendo una strategia difensiva, hanno preferito non rispondere, non escludendo di farlo in una circostanza successiva. 

I due indagati potrebbero aver adottato questa strategia al fine di leggere meglio le carte dell’inchiesta e, soprattutto, l’esito della perizia disposta dalla Procura che mette in luce alcuni aspetti assolutamente gravi e che di fatto hanno originato l’iscrizione nel registro degli indagati di Fontana e Gucciardo (ma anche di Francesco Gendusa, dirigente regionale responsabile delle aree protette che verrà interrogato nei prossimi giorni). 

Secondo la perizia, tra le altre cose, "la riserva delle Macalube non ha nessuno dei parametri di sicurezza previsti dalla legge ed esistenti in altre riserve analoghe in Italia. Nell’area dei vulcanelli delle Macalube – si legge ancora tra le pagine dell’ inchiesta - non c’erano passerelle, niente cordoni di sicurezza, nessuna area di sosta o avvisi a tutela dei visitatori”. Dunque, per la Procura ci sarebbe la responsabilità sarebbe dell’ente gestore, ossia Legambiente, a cui la Regione, con procedura diretta, ha affidato la riserva.

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