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Canicattì, tentò di uccidere il cognato: oggi Amato interrogato dal gip

Le ragioni che avrebbero indotto Amato a compiere il gesto sarebbero riconducibili ai diverbi tra le due famiglie che riguarderebbero la proprietà di una stradella di Brunco e che, a loro volta, hanno dato luogo a due procedimenti penali che vedono Amato imputato di diversi reati

E' fissata per oggi, dinnanzi al gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, l'udienza di convalida di Angelo Amato, l'uomo arrestato dopo che sabato, munito di una mazza e di due pistolesi è recato in casa del cognato Giuseppe Brunco, a Canicattì. La famiglia di Brunco, intervenuta fino a disarmare Amato, ha così avvertito la polizia che sono intervenuti ammanettando l'uomo.

Le ragioni che avrebbero indotto Amato a compiere il gesto sarebbero riconducibili ai diverbi tra le due famiglie che riguarderebbero la proprietà di una stradella di Brunco e che, a loro volta, hanno dato luogo a due procedimenti penali che vedono Amato imputato di diversi reati.

La famiglia Brunco, che annuncia di volersi costituire parte civile nell’istaurando procedimento penale, è rappresentata e difesa all’avvocato Valentina Fabbrica.

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