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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Interdittiva antimafia alla Girgenti Acque, il Tar rinvia tutto a "data da destinarsi"

Tutto è contenuto in tre diversi pronunciamenti: le richieste sono state avanzate dai legali di tutte le società coinvolte, sia in modo diretto che indiretto

Interdittiva antimafia alla Girgenti Acque e risoluzione del contratto con l'Ati idrico, il Tar rimanda a "data da destinarsi" ogni discussione in merito a tre distinti ricorsi che da tempo si tenta di riunificare.

La decisione, contenuta in appunto tre distinti provvedimenti, è stata presa nei giorni scorsi e arriva nel contesto di una lunga, lunghissima partita legale condotta non solo da Marco Campione, ma anche da tutte le aziende socie della "fu" società di gestione del servizio idrico integrato. Un pronunciamento che va spostare in avanti nel tempo ogni valutazione di merito sull'interdittiva e su quanto ne è seguito, anche se, si apprende adesso dalle carte dei giudici amministrativi, le osservazioni della Prefettura che portarono nel novembre del 2018 a ritenere sussistenti i rischi di infiltrazione mafiosa sono state di fatto confermate già dall'ufficio territoriale del governo nel luglio del 2021.

Cosa è accaduto nel frattempo? 

Se da un lato appunto Campione ha fin da subito presentato ricorso per ottenere l'annullamento dell'interdittiva e della conseguente (o almeno, correlata) risoluzione del contratto, anche le società che componevano Girgenti Acque hanno ritenuto di chiedere l'intervento dei giudici amministrativi, essendo stati di fatto esautorati da ogni decisione di merito pur non essendo stati in alcun modo sfiorati dal provvedimento prefettizio. Tentativo, quest'ultimo, su cui si è pronunciato già il Consiglio di Stato, ritenendo che i privati potranno, semmai, attivarsi dopo in fase di valutazione dei danni civili, ma non avevano diritto di intervenire su questa vicenda. Il Cga ha però rispedito tutto ai giudici di piazza Spada.

Il Tar, raccolte le richieste delle parti, hanno ritenuto che "nel bilanciamento tra le contrapposte istanze" vada appunto rinviata a data da destinarsi la trattazione congiunta dei ricorsi (tutti a carico di Omissis, essendo le sentenze appunto censurate) per una serie di ragioni: la conferma dell'interdittiva (che non è stata impugnata) ma anche "fatti di recente sopravvenuti, quali la revoca delle gestioni commissariali e il fallimento delle società ricorrenti, ma anche quelli prossimi relativi alle indagini della Procura di Agrigento che coinvolgono la società -OMISSIS-s.p.a. - di cui ha fatto menzione il giudice delegato che invero non ha escluso “la possibilità di rivalutare l’autorizzazione concessa al fine di abbandonare i giudizi pendenti'".

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