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Adele e Antonella, le due insegnanti aragonesi

Adele e Antonella, le due insegnanti aragonesi

Legge 104, il «caso Agrigento»: due insegnanti di Aragona a "L'Arena"

In collegamento il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, e in studio Adele e Antonella, due insegnanti di Aragona, titolari di cattedra da 10 anni e madri di due ragazzi con bisogni speciali. Uno è autistico e un altro affetto da una grave patologia neurodegenerativa: entrambe devono ogni giorni raggiungere Catania

Partendo dal caso di un’insegnante palermitana che grazie alla 104, secondo l’accusa, userebbe i permessi non per assistere il padre invalido ma per partecipare a gare di ballo all’estero, si è parlato anche di Agrigento a “L’arena” di Giletti.

In collegamento il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, e in studio Adele e Antonella, due insegnanti di Aragona, titolari di cattedra da 10 anni e madri di due ragazzi con bisogni speciali. Uno è autistico e un altro affetto da una grave patologia neurodegenerativa che lo ha costretto a 17 anni sulla sedia a rotelle, impossibilitato anche a parlare.
Ogni giorno devono andare a Catania per raggiungere però la sede di assegnazione.

«Mi fa un po’ rabbia viviamo il problema come madri lavoratrici, il problema ci colpisce perché già chi  ha un disabile in famiglia ha una situazione difficile, ma le madri sono ancora più coinvolte, la vita di una madre è assorbita totalmente dalle esigenze del figlio», ha detto Adele.

«Vivo nel quotidiano situazioni reali di disabilità - ha detto Antonella - e le giornate di permesso le trascorro accanto a mio figlio, quando ha problemi respiratori, per accompagnarlo alle visite, quando sta male e non può andare a scuola. Io posso stare tranquilla e sul posto di lavoro solo se so che è accudito: è tracheomizzato».

Ad Agrigento c’è in atto l’indagine della Procura partita a settembre dell'anno scorso che ha coinvolto anche la scuola di Menfi in cui oltre il 30per cento di insegnanti beneficia della legge 104, che prevede permessi retributivi ai dipendenti con disabilità o che assistono familiari che ne sono affetti.

Entrambe a Faraone, che ha promesso impegno nel cercare soluzioni in tempi brevi, hanno chiesto una revisione a tappeto per riscontrare eventuali abusi: hanno, infatti, evidenziato che chi beneficia dell’articolo 21 ottiene precedenza rispetto alla mobilità, quindi un lavoratore con invalidità inferiore al 70 per cento scavalca chi in graduatoria aspetta per essere trasferito e assistere un congiunto, e che il 100 per cento dei trasferimenti in provincia avviene proprio grazie all’articolo 21.

«La 104 è diventata l’unico strumento che ti permette di ottenere il trasferimento. Noi chiediamo un provvedimento straordinario, per genitori, mamme, per chi ha figli disabili gravi», ha detto Adele, cui ha fatto eco Antonella: «Il tempo è importante per certe malattie, la ricerca è indietro e il tempo è essenziale per me, per stare con mio figlio: aspetto da 11 anni presentando ogni anno domanda di mobilità invano. Cosa devo aspettare? Chiediamo tutela per le madri lavoratrici. Noi continueremo a lottare, o ci sentono o ci sentono».

In provincia è attivo il comitato degli "Insegnanti in movimento", di cui fanno parte i docenti schierati contro l'uso distorto della legge 104.

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