Cronaca

Luigi Patronaggio a capo della Procura: "Falcone e Borsellino mi hanno insegnato tanto"

Il neo procuratore ha iniziato il discorso di insediamento ricordando Rosario Livatino. Tanti i magistrati presenti e tutti gli hanno augurato buon lavoro

Luigi Patronaggio

Si è insediato questa mattina il nuovo procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio. L' ex presidente dell'ufficio Gip - Gup del tribunale di Agrigento torna al palazzo di giustizia  dopo otto anni. 

GLI INTERVENTI

Pietro Falcone, presidente del tribunale di Agrigento: "E’ arrivato fin qui, l’eco delle sue qualità umane e professionali. Tutti mi hanno rappresentato l’impegno costante del collega. Lui possiede due doti fondamentali: la conoscenza del territorio e la cultura della giurisdizione, qui ha svolto funzioni giudicanti. Sono certo che ha le doti necessarie per svolgere al meglio le sue funzioni".

Roberto Scarpinato, procuratore generale presso la Corte, d’appello di Palermo: Conosco da diversi anni Luigi Patronaggio. Ho avuto modo di seguire il suo percorso professionale fin dagli esordi. Sono certo che la sua nomina lascerà un’impronta profonda, segnando il passaggio di fase, tra un prima e un dopo. Mi piace ricordare il suo ‘battesimo del fuoco’ a Trapani, dove fu giudice istruttore nel processo Iside 2, con la ‘massomafia’. Con la sua tempra morale è riuscito a gestire processi importantissimi. Gestisce anche i più importanti filoni tra mafia e appalti, fondata su una super struttura criminale, una sorta di comitato di grandi affari. Gestisce anche il processo storico, ‘Akragas’ che ricostruisce le vicende di criminali ventennali, che si conclude con ventuno ergastoli, tra cui viene anche condannato Giovanni Brusca. Da lì passa alla Procura di Mistretta, e anche da una posizione defilata riesce ad essere sulla ribalta nazionale. Dalla Procura di Mistretta, dove ancora una volta viene incaricato a gestire processi importantissimi e molto complicati.  Lui non si è mai tirato indietro. Tutti hanno riconosciuto in lui il magistrato ideale. Tutto questo non si conquista con lo studio, ma bisogna avere una tempra particolare nel gestire e sopportare le campagne mediatiche dell’ostinazione, affrontando mondi potenti. Ciascuno di noi è la sintesi di ciò che ha vissuto, Patronaggio è la migliore storia della magistratura siciliana. Agrigento troverà non soltanto un magistrato competente, ma anche un sicuro punto di riferimento etico e professionale.

Procuratore aggiunto Ignazio Fonzo: In ufficio siamo ben felici del suo arrivo. Troverà una squadra motivata, forte e capace. Una sinergia importante con l’ufficio del tribunale che ha dato i suoi frutti. Patronaggio è la migliore scelta per Agrigento, non mi resta che dargli il benvenuto e augurare lui un buon lavoro.

Sergio Lari, procuratore generale di Caltanissetta: Nel processo ‘Akragas’ ho visto in azione Patronaggio. Sappiamo tutti che le maggiori organizzazioni criminali si sono rese protagoniste di conflitti armati che hanno provocato morti, ma sappiamo anche che questa Procura della repubblica deve affrontare: l’emergenza immigrazione ed il grave fenomeno dell'abusivismo edilizio. Credo che la nuova gestione del collega, possa dare uno slancio nuovo. Oggi è una giornata importante per tutti.

Luigi Patronaggio, nuovo capo della Procura: In questa aula non posso non ricordare un grande magistrato, Rosario Livatino. Mi fa onore avere avuto lui, con me,  per un certo periodo della mia carriera. Mi ha insegnato molto, era un magistrato lontano dai clamori, che aveva una forte carica di impegno sociale, cui si aggiungeva una forte fede cristiana. Il suo principale obiettivo era quello di servire il cittadino. Farei un torto se in questa sede non ricordassi due grandi magistrati che sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Io sono stato il loro amico dell’ultima ora. Da loro ho imparato moltissimo. Falcone è stato animatore di una stagione culturale della magistratura. Un magistrato che interviene nei casi più importanti. Mi ha insegnato un metodo rigoroso. Io ricordo le sue riunioni, erano delle informali e ci insegnava l’abc della mafia e come fare le indagini patrimoniali, ma anche che cosa era cosa nostra. Non potrei non ricordare Paolo Borsellino, diverso da Giovanni Falcone. Mosso da una forte passione per questo mestiere. Paolo è morto per riscattare la morte dell’amico Giovanni. Lui amava parlare in siciliano. Fu lui stesso a chiamarmi e dirmi che il Csm mi aveva nominato alla procura di Palermo come sostituto ‘Cerca di veniri e ricordati di comportarti bene’, questo mi disse. Questo era il suo stile. Sono onorato di tornare in questa terra. Questo è il posto di Pirandello e Sciascia. L’agrigentino ha questo peso sulle spalle, quando arriva in un ufficio pubblico non va allo sportello ma cerca l’amico. E’ una terra che registra un alto numeri di reati contro la pubblica amministrazione è una terra di affarismi, dove non prospera una sana imprenditoria. Ma non dimentichiamo che è anche terra di frontiera. Terra di accoglienza per un flusso di migranti disperati che fuggono dalle guerre. Cercherò di avere grande attenzione e grande rispetto, in modo che il prodotto finale sia costituito da una sentenza giusta e certa, come il popolo si aspetta”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Luigi Patronaggio a capo della Procura: "Falcone e Borsellino mi hanno insegnato tanto"

AgrigentoNotizie è in caricamento