Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

"Insabbiarono esposto su un ristoratore", slitta verdetto per tre funzionari

Si tratta di Gaetano Greco, 58 anni, dirigente del settore Territorio e Ambiente; Antonino Insalaco, 48 anni, dirigente del settore Attività produttive, e di Nicolina Sodano, 49 anni, funzionaria dello stesso ufficio

Il tribunale di Agrigento

Slitta il verdetto dell'udienza preliminare a carico di due dirigenti del Comune di Agrigento e di un funzionario, accusati di omissione di atti di ufficio per avere - sostiene l'accusa - “insabbiato” l’esposto di un privato che li ha denunciati, sostenendo di essere danneggiato da un ristoratore che non avrebbe rispettato normative e ordinanza in materia di scarichi, e adesso si è costituito pure parte civile.

Si tratta di Gaetano Greco, 58 anni, dirigente del settore Territorio e Ambiente; Antonino Insalaco, 48 anni, dirigente del settore Attività produttive, e di Nicolina Sodano, 49 anni, funzionaria dello stesso ufficio. Il pubblico ministero Salvatore Vella ha chiesto il loro rinvio a giudizio per l’accusa di omissione di atti di ufficio e l’udienza preliminare, davanti al giudice Stefano Zammuto, si doveva concludere ieri ma c'è stato un rinvio al 16 maggio per l'assenza del gup.

I difensori di Greco e Insalaco (gli avvocati Rosa Salvago e Giovanni Iacono Manno) avevano già formalizzato la richiesta di giudizio abbreviato. In sostanza non ci sarà un vero e proprio dibattimento ma il giudice deciderà se assolverli o condannarli sulla base degli elementi già acquisiti agli atti. Nessuna richiesta di giudizio alternativo per Sodano, difesa dall’avvocato Daniela Posante.

I tre imputati sono accusati di non avere adottato alcun provvedimento amministrativo, nonostante i ripetuti esposti e una nota dell’Azienda sanitaria provinciale. Secondo l’accusa, invece, avrebbero dovuto imporre al titolare di un ristorante il rispetto della normativa in materia di emissione di scarichi. La vicenda scaturisce da una serie di esposti presentati da un cittadino nei confronti di un ristorante del centro storico, alle spalle della via Atenea. Nei documenti inviati al Comune si ipotizzano delle violazioni amministrative da parte dei gestori dell’attività che non avevano attivato, a suo dire, “un corretto sistema di smaltimento dei fumi”. Inoltre, nel 2012, l’Azienda sanitaria provinciale avrebbe inviato agli uffici comunali una nota con cui li invitavano “ad adottare i relativi atti di competenza” con riferimento alla stessa problematica. 

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