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Mare inquinato? Legambiente: "Allarme a Licata, San Leone nella norma"

Resi noti i risultati delle analisi effettuate da Goletta Verde. In provincia di Agrigento allarme a Licata per la foce del fiume Salso, mentre a San Leone, nella zona di Mare Nostrurm, non è stata rilevata presenza di batteri Fecali

Giornata importante per le coste della provincia di Agrigento. Stamani, presso il laboratorio di analisi di Goletta Verde di Legambiente, sono stati resi noti i dati dei prelievi effettuati lungo le coste siciliane. In provincia di Agrigento allarme a Licata per la foce del fiume Salso, mentre a San Leone, nella zona di Mare Nostrurm, non è stata rilevata presenza di batteri Fecali (I colifomi fecali sono i batteri più comuni: possono sopravvivere per ore su diverse parti del corpo di ogni individuo).

 
È questo il quadro che emerge dopo il passaggio ad Agrigento, nella giornata di mercoledì 11 luglio, degli esperti del laboratorio di analisi di Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del "Consorzio obbligatorio degli oli usati".
 
"Le analisi di Goletta Verde - fanno sapere da Legambiente - sono monitoraggi spot che non vogliono sostituirsi al lavoro delle autorità competenti in materia, ma che servono per indagare alcune situazioni critiche e fungere da campanello d’allarme per un intervento deciso e veloce da parte delle amministrazioni". I punti di prelievo effettuati danno a Licata un giudizio allarmante, mentre per San Leone un giudizio "entro i limiti di legge".
 
"Rispetto ai risultati dello scorso anno, emergerebbe un miglioramento della qualità delle acque di Mare Nostrum, dove non è stata rilevata presenza di quei batteri fecali, segnatamente escherichia coli ed enterococchi intestinali, che sono causa di inquinamento" affermano Claudia Casa e Daniele Gucciardo del circolo Rabat di Legambiente Agrigento.
 
Per i due dirigenti agrigentini di Legambiente, però, il dato emerso "non deve far abbassare la guardia rispetto al problema dell’inquinamento marino a San Leone e bene ha fatto la Procura ad aprire finalmente un inchiesta per cercare di venire a capo dei ripetuti episodi sospetti verificatisi dalla fine degli anni ’90 e fino ai nostri giorni lungo tutto il litorale di San Leone. Da parte nostra ribadiamo la necessità di controlli a tappeto per individuare, oltre a possibili guasti e disfunzioni dell’attuale sistema di smaltimento dei reflui, soprattutto chi scarica abusivamente nei tanti valloni di raccolta della acque piovane che arrivano al mare e dai quali, nel corso degli anni, a nostro parere, si è prodotto il maggior inquinamento del nostro mare".
 
Con riferimento al dato che riguarda l’altro punto di prelievo in provincia di Agrigento, e cioè la foce del fiume Salso a Licata, il risultato si inserisce nel desolante panorama siciliano della depurazione, che vede la nostra regione all’anno zero: con appena il 47,3 percento della popolazione coperta da un servizio depurativo efficiente, siamo infatti la peggiore tra le regioni italiane. Ben 10 dei 19 i punti di campionamento effettuati da Goletta Verde in Sicilia sono risultati fuori legge.
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