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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Santo Stefano Quisquina

Inizia l'anno Giordaniano

Con la messa officiata dall'arcivescovo Montenegro ha inizio l'anno dedicato ai festeggiamenti in...

Ha inizio il 20 novembre l’anno Giordaniano: un anno interamente dedicato ai festeggiamenti in onore di Giacinto Giordano Ansalone in occasione del venticinquesimo anniversario della sua canonizzazione. A inaugurare l’anno di festeggiamenti in suo onore, la celebrazione solenne della Messa officiata dall’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, e animata dai giovani del paese. Durante l’offertorio, il sindaco Leto Barone ha portato all’altare l’olio che alimenterà la lampada di San Giordano, che rimarrà accesa per l’intero Anno Giordaniano.

Nato a Santo Stefano Quisquina il primo novembre del lontano 1598, Giacinto fu battezzato nella Chiesa Madre del paese, in cui ancora si conserva il Fonte Battesimale dell’epoca. Frequentò i Domenicani del paese natio, poi studiò ad Agrigento e Palermo, finché non partì alla volta di Salamanca, e da lì, si recò poi nelle Filippine, iniziando la sua grande avventura missionaria con altri religiosi, nel 1625. Nel 1633 fu mandato in Giappone, dove gli annunziatori della parola di Cristo venivano perseguitati: a questo proposito proprio San Giordano ci parla dei travagli che dovette subire in una lettera che ci è stata tramandata, dove descrive i pericoli e i rischi corsi per via della sua missione. In un’altra lettera ci parla di una sua malattia, che lo costrinse a ritornare a Nagasaki, poiché pensava di essere in punto di morte. “Ma la Vergine Santissima mi guarì – si legge nel documento– avendoLe io chiesto con fiducia filiale di ridarmi la salute fino a che mi avessero ucciso per Cristo”. Così, secondo il suo volere, il missionario stefanese fu perseguitato e subì numerose torture, ricusò fermamente qualsiasi proposta di apostasia e fu per questo appeso al patibolo, sulla “collina dei Martiri” di Nagasaki, dove spirò il 17 novembre 1634.

Di lui non ci rimane neanche una reliquia, poiché il suo corpo fu bruciato dopo la morte e le sue ceneri buttate in mare. La causa di beatificazione iniziò quasi subito, ma si protrasse per secoli per via di lunghe interruzioni, fino a quando Papa Giovanni Paolo II proclamò Giordano Beato, il 18 febbraio 1981, e poi Santo il 18 ottobre 1987.

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