Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca San Leone

Ingresso in due locali di San Leone solo a chi ha il green pass, la città è divisa: "Gestori responsabili", "E' una discriminazione"

Lo "scontro", spesso dai toni molto accesi, corre inevitabilmente sui social: commenti, opinioni, botta e risposta tra chi elogia l’iniziativa e chi invece la condanna senza appello arrivando addirittura a trovare analogie con gli anni bui del nazismo

Dibattito più che acceso dopo la decisione, intrapresa da due locali di San Leone, il “Borgo Santulì” e “La Rotta”, di consentire l’ingresso solo ai possessori di Green pass per quanto riguarda le attività serali.

Coronavirus, due locali di San Leone diventano "Covid free": accesso serale solo a chi è in possesso del green pass

Uno "scontro", spesso dai toni molto accesi, che corre inevitabilmente sui social: commenti, opinioni, botta e risposta tra chi elogia l’iniziativa dei gestori dei locali - definendoli “responsabili” e “coraggiosi" - e chi invece condanna senza appello un’iniziativa che sarebbe “discriminatoria” e “perseguibile” arrivando addirittura a trovare analogie con gli anni bui del nazismo.

Nella maggior parte dei casi il presupposto che anima il dibattito è il tentativo d’interpretare - e dunque adattare - le norme vigenti al caso specifico. Si cita, ad esempio, l’articolo 187 del regolamento per l'esecuzione del Tulps: "Salvo quanto dispongono gli articoli 689 e 691 del codice penale - si legge in un post - gli esercenti non possono, senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo. La ragione di tale divieto sta nell'intenzione del legislatore di garantire a tutti la possibilità di usufruire di vitto e alloggio, ovvero di prestazioni ritenute essenziali. Qui però ci si sostituisce al legislatore che ancora sta valutando come regolamentare l’uso del green pass”.

Ma ecco che arriva la pronta risposta con tanto di precisazione tecnica: “Per costante interpretazione del Consiglio di Stato, tale normativa si applica soltanto agli esercizi pubblici che offrono servizi essenziali e non a quelli, come i locali di cui sopra, che fanno intrattenimento. Non a caso la restrizione del green pass non è richiesta di giorno per i servizi bar connessi all’attività di stabilimento balneare che può invece qualificarsi come servizio essenziale”.

Si insiste comunque su un punto fermo: "Finché non sarà sancito espressamente per legge, i locali con licenza di somministrazione di bevande alcoliche (ovvero la tipologia nella quale ricadono i chioschi) non possono operare discriminazioni di sorta”.

Non mancano, ovviamente, i messaggi di apprezzamento nei confronti dei gestori dei due locali: “In tanti parlano di discriminazione. Ma non si può semplicemente pensare alla cosa più normale? Magari i gestori vogliono semplicemente lavorare in sicurezza.

Ed ancora: “Una legge non viene scritta dall'oggi al domani. Talvolta è quasi necessaria un pò di “anarchia” ad opera di singoli, ispirati da altri modelli governativi, per sensibilizzarla e portarla a maturazione. In questo caso specifico l'anarchia del gestore equivale a scegliere il male minore. Così facendo, chi ha il compito di legiferare interverrà per governare il caos. Non ci si può far legge da soli? I locali devono aspettare direttive dall'alto? Intanto le persone si ammalano e qui, in questa terra, non possiamo permettercelo. Non vuoi vaccinarti? Liberissimo di fare le scelte che ritieni più giuste per te, ma se hai fatto questa scelta devi rispettare le persone che hanno deciso di affidarsi alla scienza: si sono vaccinate e quindi hanno tutto il diritto di essere libere di divertirsi e di aprirsi al mondo in sicurezza. Quindi, esemplari i gestori che hanno fatto questa scelta. Mi auguro che siano d’ispirazione per tanti altri".

“Ottima scelta - è un'altra voce del coro - e tutti dovrebbero seguire questi gestori. Chi non ha fatto il vaccino deve stare a casa”.

Ma la risposta, anche in questo caso, è immediata: “Negare l'ingresso ad un cittadino perbene, per qualsivoglia motivo in un luogo pubblico o privato aperto al pubblico, è discriminatorio e punibile dal codice penale. Quindi prima o poi qualche cittadino ben informato, o più, agirà di conseguenza”.

Ed infine non manca il commento di colore: “La casa farmaceutica non è responsabile dei danni, il Governo non è responsabile dei danni, i medici non sono responsabili dei danni. Io non mi vaccino e sono un irresponsabile. Ho solo voglio di urlare di rabbia”.

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