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Mercoledì, 29 Marzo 2023
Cronaca

Arriva "l'australiana", l'Asp ha già distribuito 70 mila flaconi di vaccino

Il settore Epidemiologia dell'azienda sanitaria provinciale ha già richiesto un potenziamento di ulteriori 5 mila flaconi

Distribuiti, in 15 giorni, 70 mila flaconi di vaccino antinfluenzale. E' boom di vaccinazioni - prima che raffreddore e febbre mettano a "ko" - nell'Agrigentino. E il settore Epidemiologia dell'azienda sanitaria provinciale ha già richiesto un potenziamento di ulteriori 5 mila flaconi. Vaccini che andranno ad aggiungersi ai 90 mila arrivati, di cui, appunto, 70 mila già distribuiti. Nel 2015/2016, nell'Agrigentino, si erano complessivamente vaccinati in 65 mila. Nel 2016/2017, invece erano stati ben 75 mila. Dieci mila agrigentini in più dunque.

Influenza stagionale, al via la campagna di vaccinazioni 

La massiccia adesione alle vaccinazioni antinfluenzali sembra, dunque, essere proprio la risposta al timore di avere a che fare con l'influenza che, quest'anno, sembra chiamarsi "australiana" e che si dice dovrebbe essere "particolarmente cattiva". Ma tanti hanno scelto di ricorrere alle vaccinazioni antinfluenzali anche per evitare complicazioni. Perché ad aleggiare, naturalmente, c'è sempre lo "spettro" meningite. Quest'anno, l'Asp sta "offrendo" - in co-somministrazione con l'antinfluenzale - anche il vaccino antipnemucoccico: per patologie quali otiti, bronchiti, meningiti, asma - secondo le modalità previste dal decreto dell’assessorato regionale alla Salute relativamente alla campagna 2017/2018.

Venerdì, al centro unico di vaccinazioni dell'Asp, vi sarà poi il cosiddetto "Influday": un giorno dedicato appunto alle somministrazioni dei vaccini antinfluenzali oltre che una meticolosa campagna informativa.

La vaccinazione antinfluenzale sarà possibile fino al 31 gennaio prossimo. Ma per potere garantire livelli efficaci di copertura anticorpali nel tempo, il periodo indicato per la somministrazione del vaccino antiinfluenzale stagionale, date le condizioni climatiche dell'Agrigentino, va da ottobre a dicembre inoltrato. Questo affinché si riesca a garantire i livelli di efficacia della copertura, dal momento che i virus dell’influenza raggiungono l’apice della diffusione nella nostra regione dalla fine di gennaio a marzo. Un anticipo nella somministrazione del vaccino potrebbe, dunque, determinare una minore protezione in corrispondenza del picco stagionale della malattia.
 

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