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L'ospedale San Giovanni di Dio

L'ospedale San Giovanni di Dio

"Non contrastò per anni le infezioni all'ospedale", direttore sanitario sotto inchiesta per omissione di atti di ufficio

La Procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio del medico Antonello Seminerio, l'indagine scattata dopo la morte di un anziano

Il comitato per la lotta alle infezioni ospedaliere, che per legge doveva essere convocato almeno ogni tre mesi verificando, due volte all'anno, lo stato degli interventi, non fu mai attivato. Lo stesso sistema di sorveglianza attiva non fu mai predisposto nè ci fu un'attività di verifica e sorveglianza sull'attività del comitato. Infine, non vi fu vigilanza sugli operatori e i mezzi impiegati nelle attività di pulizia e sanificazione degli ambienti ospedalieri.

E' l'atto di accusa del pubblico ministero Chiara Bisso che ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini - atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio - nei confronti del direttore sanitario dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, Antonello Seminerio, 65 anni.

L'indagine, che probabilmente porterà presto al processo, scaturisce dalla morte di un anziano e da una prima inchiesta che ipotizzava, a carico di Seminerio e di altri due medici - la neurologa Rosa Maria Gaglio e il medico Giuseppe D’Anna del reparto di Medicina - l'accusa di omicidio colposo. 

Carmelo Cimino, 81 anni,  morì il 22 ottobre del 2015, dopo un mese e mezzo di ricovero durante il quale, secondo quanto si ipotizza, avrebbe contratto un’infezione. Il pm Alessandro Macaluso, in seguito trasferito, nonostante la “bacchettata” alla direzione sanitaria per le “gravi omissioni nel sistema di sorveglianza e prevenzione delle infezioni accertate dal Nas”, aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine per omicidio colposo perché, secondo il suo punto di vista, gli accertamenti non avrebbero provato “un nesso logico certo fra le omissioni e la morte dell’ottantunenne”.

La vicenda è approdata in aula dopo l'opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dall'avvocato Daniela Ciancimino che assiste i familiari di Cimino. Il giudice, dopo avere sentito anche le ragioni della difesa (gli avvocati Arnaldo Faro, Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano e Carmelita Danile), aveva ordinato nuove indagini e disposto l’iscrizione nel registro degli indagati per Seminerio per l’ulteriore accusa di omissione di atti di ufficio.

Il pm, conclusa l'attività istruttoria, ha ribadito la richiesta di archiviazione per i tre indagati dall'accusa di omicidio colposo arrivando alla conclusione che, anche dalle nuove indagini, non si evince un nesso fra l'operato dei medici e la morte del paziente. Tuttavia l'analisi dell'iter amministrativo ha portato alla contestazione di numerose omissioni nella lotta alle infezioni ospedaliere attraverso il "rifiuto di atti che dovevano essere compiuti senza ritardo per ragioni di igiene e sanità". 

Il legale dei familiari di Cimino avrà ancora la possibilità di presentare una nuova opposizione mentre il difensore di Seminerio, l'avvocato Arnaldo Faro, potrà provare a convincere il pm a non chiedere il rinvio a giudizio, per l'accusa di omissione di atti di ufficio, chiedendo un interrogatorio del proprio assistito, presentando memorie o sollecitando altri atti di indagine. 

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