rotate-mobile
Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Morì per "una forte infezione nosocomiale", chiesto 1.367.700 euro di risarcimento

I familiari dell'uomo che ha perso la vita hanno citato in tribunale l’ospedale Buccheri La Ferla, l’Ismett, l’Am Trust Europe, il ministero della Salute e l’azienda sanitaria provinciale di Agrigento

Secondo la consulenza medico legale di parte, l’uomo sarebbe deceduto “in seguito alla comparsa di sepsi generalizzata sostenuta da germi patogeni multi resistenti”, cioè a causa di una forte infezione nosocomiale contratta presumibilmente all’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo dove è rimasto ricoverato dal 2 al 4 novembre del 2018. L’uomo è “rimasto posizionato su una barella collocata in corsia, con la diagnosi di insufficienza respiratoria in paziente con chetoacidosi diabetica”. A causa dell’aggravamento delle condizioni cliniche, il paziente è stato poi spostato all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca dove è rimasto una sola notte e poi, ancora un nuovo trasferimento, all’Ismett di Palermo dove è deceduto.

Adesso, i familiari hanno citato in giudizio – e la prima udienza si terrà il prossimo 3 novembre – l’ospedale Buccheri La Ferla, l’Ismett, l’Am Trust Europe, il ministero della Salute e l’azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Una citazione – dinanzi al tribunale del capoluogo siciliano – per accertare e dichiarare “la responsabilità solidale nella causazione del decesso”. La famiglia dell’uomo chiede un risarcimento danni di complessivi 1.367.700 euro o la maggiore o minore somma da quantificarsi nel corso del giudizio.

Una richiesta che, per l’Asp di Agrigento, non è risultata essere coperta da polizza assicurativa. L’azienda sanitaria provinciale ha comunque già deciso di costituirsi in giudizio per resistere alle richieste: “Considerato che la richiesta di risarcimento risulta essere generica e, tra l’altro, anche in difformità alle conclusioni portate dalla consulenza medico legale di parte – hanno scritto dall’Asp – è opportuno procedere alla costituzione in giudizio allo scopo di difendere la legittimità e la correttezza dell’azienda sanitaria provinciale al fine di ottenere il rigetto delle pretese risarcitorie avanzate”. Il commissario straordinario dell’Asp, Mario Zappia, ha già deciso di affidare l’incarico di difesa e rappresentanza ad un avvocato esterno all’ente, tenendo conto degli elenchi dei professionisti esterni approvati. Il responsabile del servizio Legale dell’Asp aveva, del resto, comunicato di non poter assumere l’incarico a causa della disponibilità data, e ricadenti nello stesso periodo, per concomitanti adempimenti processuali. Ecco dunque la scelta del commissario straordinario di ricorrere, appunto, ad un professionista esterno. 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Morì per "una forte infezione nosocomiale", chiesto 1.367.700 euro di risarcimento

AgrigentoNotizie è in caricamento