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(foto archivio)

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"Infezione dopo intervento chirurgico per frattura del femore", chiesti oltre 200 mila euro

Nel 2013, la donna ha citato l'Asp e l'assessorato regionale alla Salute per ottenere l'accertamento della grave responsabilità e la conseguente condanna. Adesso la causa viene portata avanti dagli eredi

L'udienza, davanti al tribunale di Palermo, è stata fissata per il 22 febbraio. Al palazzo di giustizia del capoluogo siciliano la richiesta di risarcimento danni è arrivata dopo che il tribunale di Sciacca, accogliendo l'eccezione formulata dall'assessorato regionale alla Salute ha dichiarato la propria competenza territoriale. Era il maggio del 2010 quando una donna ha chiesto il risarcimento dei danni subiti in conseguenza di quanto accaduto nel luglio del 2007.

La donna, a causa di una caduta accidentale, è stata portata al pronto soccorso di un ospedale agrigentino (non viene specificato quale negli incartamenti dell'Asp) per una rottura del femore destro. E' stata sottoposta ad un intervento chirurgico per la riduzione e sintesi della frattura. A causa di una infezione da staphylococcus epidermidis, la paziente ha subito un nuovo ed ulteriore intervento chirurgico in un altro ospedale. Nel 2013, la donna ha citato - davanti al tribunale di Sciacca - l'azienda sanitaria provinciale e l'assessorato regionale alla Salute per ottenere l'accertamento della grave responsabilità e la conseguente condanna al risarcimento danni di 203.348 euro o nella maggiore o minore somma da accertare nel corso del giudizio. 

Nel gennaio del 2015, il tribunale di Sciacca ha accolto l'eccezione della Regione ed ha dichiarato la sua incompetenza territoriale. Il giudizio di primo grado è stato, dunque, riassunto, con atto di citazione, dal tribunale di Palermo. Giudizio dichiarato, però, ad un certo punto, interrotto per il decesso prima del procuratore dell'azienda sanitaria e poi - nel dicembre dello scorso anno - della paziente. A fine dello scorso novembre, gli eredi della donna hanno citato l'azienda sanitaria provinciale e l'assessorato regionale alla Salute. L'Asp, per sostenere le ragioni e la correttezza dell'operato ed evitare il pagamento delle somme ritenute non dovute, ha conferito l'incarico professionale di rappresentanza all'avvocato Antonella Iacono Manno. L'Asp di Agrigento si costituirà, infatti, in giudizio dinanzi al tribunale di Palermo.   

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