Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Un'infermiera agrigentina a Verona, Flavia: "Covid 19? Aiutateci ad aiutarvi"

Mesi lunghi quelli trascorsi a dare un volto ad un virus sconosciuto. Lei - senza riserva - ha scelto di prendersi cura dei suoi pazienti

Sei un attore, imprenditore, uno studente, o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie.

Si chiama Flavia Pezzino è agrigentina e di professione fa l’Infermiera. Anche lei, come altri, è in prima linea nella lotta al Covid 19. Mesi lunghi quelli trascorsi a dare un volto ad un virus sconosciuto, Flavia  - senza riserva - ha scelto di prendersi cura dei suoi pazienti.

Ciao raccontaci la tua storia...

"La mia, è una storia come quella di tanti agrigentini, ma ho il piacere di raccontarvi la mia esperienza.
11 anni fa, dopo aver conseguito la maturità scientifica, ho deciso di iscrivermi alle preselezioni del corso di laurea in Infermieristica all’Università degli Studi di Padova, 3 anni dopo ero abilitata e finalmente Infermiera. Oggi vivo a Verona e lavoro in un ospedale di provincia, attualmente sono impegnata nell’emergenza Covid in quanto il mio ospedale è stato selezionato come presidio di riferimento per la pandemia in atto. Nei due anni precedenti ho lavorato principalmente nel reparto di Chirurgia Generale".
 

Ti manca la tua città?
"Il mio rapporto di Agrigento è sempre stato un 'odi et amo'. Mi mancano i miei genitori, la mia famiglia, mi mancano gli ampi spazi della mia infanzia, la campagna di Montaperto e il mare, soprattutto d’inverno".  

In cosa, secondo te, deve migliorare la tua città?

"Agrigento è una città con un immenso potenziale ma mal sfruttato. Il turista medio permane 1\2 notti al massimo e rimane principalmente per visitare la Valle dei Templi per poi fuggire. I collegamenti della città sono eccessivamente essenziali. Altro dramma è la gestione dei rifiuti, e lo scempio di immondizia in città e nel hinterland. Servirebbero delle opere di riqualificazione, aumento degli spazi verdi e soprattutto un incremento del senso civico". 

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"Ai giovani agrigentini vorrei dire che purtroppo non è sufficiente seguire i propri sogni, è necessario essere accompagnati da un razionale, che i progetti vanno pianificati, studiati e con impegno inseguiti e soprattutto che, non esiste soddisfazioni più grande del raggiungere i propri obiettivi in autonomia.
Altra cosa fondamentale è il confrontarsi e il viaggiare, purtroppo non ho aderito al progetto Erasmus e me ne pento amaramente".

Sogni di tornare?

"Tornare ad Agrigento non rientra tra i miei sogni, sarà onesta. Uno dei miei obiettivi è acquistare una casa abbastanza grande per potere avere con me i miei genitori ogni volta che loro lo desiderino. A Verona mi sento più tutelata, so come muovermi in caso di necessità". 

Qual è il tuo più grande sogno professionale?

"Quest’anno ho iniziato un master all’Università di Padova sull’assistenza a pazienti incontinenti e stomizzati, uno dei miei obiettivi futuri è avere la gestione di un ambulatorio ed essere una figura di riferimento per i miei pazienti. Mi manca moltissimo il rapporto 1:1 con l’utente. Ho altri progetti, ma preferisco andare con i piedi di piombo". 

Hai ricevuto il vaccino anti Covid. Cosa ti senti di dire agli agrigentini?

"Il 27/12/2020 è stata per me una data storica, sono stata selezionata, insieme ad altri 100 operatori sanitari, a ricevere il vaccino contro il Covid. La mia adesione è stata immediata, nessun dubbio, solo immensa gioia. Posso capire lo scetticismo che molta gente può avere ma non posso giustificarlo. Il vaccino è sicuro e soprattutto è la nostra unica via di fuga, e tanta più gente lo farà, prima ne usciremo.
Il Covid è democratico, colpisce indistintamente tutti, certe categorie di più e certe categorie di meno: in uno degli ultimi turni è stato portato un paziente di 37 anni in Terapia Intensiva. Non è sufficiente leggere informazioni sui social per considerarsi informati, è la letteratura e gli studi che fanno la sostanziale differenza. Rispettate le regole e aiutateci ad aiutarvi". 

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