Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

"Indebito conferimento di incarichi al Tre Sorgenti", le condanne della Corte dei Conti

Calogero Mattina dovrà pagare in favore del Consorzio 153.716,33 euro, Fabrizio Lo Porto e Gaspare Alletto la somma di 76.858,16 euro ciascuno. Prosciolto da ogni addebito, invece, Calogero Greco 

"Indebito conferimento di incarichi di collaborazione nel periodo 2008/2010". La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti ha condannato Calogero Mattina a pagare, in favore del Consorzio acquedotto Tre Sorgenti, la somma di 153.716,33 euro e Fabrizio Lo Porto e Gaspare Alletto a pagare, nei confronti del Consorzio, ciascuno la somma di 76.858,16 euro. La Corte dei Conti - presidente Luciana Savagnone, consigliere Giuseppe Colavecchio, primo referendario relatore Igina Maio - ha prosciolto da ogni addebito, invece, Calogero Greco. 

La Corte ha, inoltre, dichiarato prescritte le pretese avanzate dalla Procura erariale - nei confronti di Mattina, Lo Porto ed Alletto - per le somme liquidate con 5 mandati di pagamento fra il 2008 ed il 2009.

La Procura regionale presso la Corte dei Conti, il 6 novembre del 2015, convenne in giudizio Mattina, Lo Porto, Alletto e Greco - nelle rispettive qualità di presidente, responsabile dell’area amministrativa, responsabile dell’area economico-finanziaria e responsabile dell’area amministrativa (a far data dal 2 agosto 2010) del Consorzio acquedotto Tre Sorgenti. Per "indebito conferimento di incarichi di collaborazione nel periodo 2008/2010", la Procura chiedeva la condanna al pagamento per complessivi 554.114,04 euro, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali, in favore del Consorzio. 

Nell’atto di citazione, il requirente evidenziava che la gestione del Consorzio acquedotto Tre Sorgenti era stata oggetto di segnalazione di danno erariale, da parte sia dei militari della Guardia di finanza, nucleo di polizia tributaria di Agrigento, che dell’ufficio ispettivo dell’assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.

Le risultanze istruttorie avevano evidenziato come "nel triennio 2008/2010, il presidente del Consorzio aveva affidato plurimi incarichi professionali ad un avvocato, beneficiario di compensi per alcune centinaia di migliaia di euro, compensi peraltro in alcuni casi risultanti da duplicazione dei pagamenti. Erano stati, inoltre, conferiti ulteriori incarichi a professionisti esterni senza una preventiva valutazione della indisponibilità di analoghe professionalità all’interno dell’ente".

Il Consorzio, su richiesta della Procura contabile, aveva costituito in mora i presunti responsabili. Il danno contestato era stato quantificato in 554.114,04. 
 

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