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(foto ARCHIVIO)

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Morto dopo scazzottata per contrasti condominiali, proseguono gli accertamenti della Procura

In particolare bisognerà verificare se "un atto di violenza possa avere inciso al verificarsi del decesso e se vi sono tracce riconducibili a lesioni o traumi"

Proseguono gli accertamenti tecnici per fare luce sulle cause della morte di un sessantaquattrenne, avvenuta il 14 luglio al culmine di una scazzottata per una banale lite fra vicini di casa per la quale è indagato, con l’accusa di omicidio preterintenzionale, un uomo di 66 anni. Venerdì, al policlinico di Palermo, si procederà alla cosiddetta lettura istopatologica dei referti. Si tratta, in sostanza, di un esame in contraddittorio dei referti dell'autopsia. Il pubblico ministero Chiara Bisso aveva incaricato il medico legale Antonio Guajana di accertare se "un atto di violenza possa avere inciso al verificarsi del decesso e se vi sono tracce riconducibili a lesioni o traumi".

Scazzottata con morto dopo lite condominiale, 66enne indagato per omicidio preterintenzionale

La tragedia è avvenuta in via Petrarca. I due, secondo la ricostruzione dell'episodio, sarebbero venuti alle mani dopo un litigio legato allo smistamento della posta nelle cassette. Poi, quando tutto era finito, uno dei due si è sentito male ed è morto. L'indagato ha nominato come difensore l'avvocato Davide Casà. All'autopsia ha partecipato - come consulente di parte - pure il medico legale Aldo Liberto. I familiari della vittima (difesi dagli avvocati Alfonso Neri, Salvatore Pennica e Francesco Mirabile) hanno nominato, invece, come consulente Claudia Minacapelli Marotta. Gli accertamenti, adesso, proseguono con questa attività.

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