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L'ospedale San Giovanni di Dio

L'ospedale San Giovanni di Dio

Indagati tre infermieri dell'ospedale San Giovanni di Dio

I sanitari sono accusati di lesioni colpose gravissime per fatti risalenti al luglio del 2015. Secondo l'accusa, avrebbero scambiato un'ischemia retrobulbare con un'intossicazione

Indagati tre infermieri dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. I sanitari sono accusati di lesioni colpose gravissime per fatti risalenti al luglio del 2015. Secondo l'accusa, avrebbero scambiato un'ischemia retrobulbare con un'intossicazione. Come rende noto il quotidiano La Sicilia, gli infermieri prestarono le prime cure a una donna venticinquenne di Aragona, sposata e madre di un bambino di un anno, giunta al pronto soccorso, lamentando cefalee e vomito. In breve tempo, la donna fu ricoverata in rianimazione in condizioni disperate, rimanendo invalida al cento per cento.

“Secondo quanto denunciato dai parenti della donna – si legge sul quotidiano -  e in base a quanto raccolto dalla procura della Repubblica, la donna sarebbe stata ricoverata in Astanteria dalle 18 alle 9 del giorno successivo. Un lasso di tempo trascorso per accertare la situazione, ma che con il passare dei minuti avrebbe visto aggravare la condizione della paziente, al punto da rendere indifferibile il trasferimento della stessa nel reparto di Neurologia e quindi in Rianimazione”.

La situazione peggiorò rapidamente e la donna fu trasferita in elisoccorso all'ospedale Civico di Palermo, dove fu salvata dai medici.

“Gli inquirenti vogliono appurare – riporta ancora il quotidiano - se quanto contratto dalla paziente - una ischemia retrobulbare - sia stata accertata da subito durante il ricovero ad Agrigento o se le cure prestate siano state assimilabili a quelle offerte per gestire una banale intossicazione”.

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