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Martedì, 7 Dicembre 2021
Incidenti stradali Canicattì

Tampona e uccide automobilista, a giudizio 45enne che guidava ubriaco e drogato

Nello scontro morì il 64enne Filippo Fantauzzi. Fabio Muratore ha ammesso i fatti in occasione dell'interrogatorio di convalida dell'arresto: l'uomo aveva pure la patente scaduta. La difesa ha provato a patteggiare ma il gup ha rigettato la richiesta

Rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio stradale aggravato: il giudice dell'udienza preliminare di Agrigento, Francesco Provenzano, dopo avere rigettato la richiesta di patteggiamento, ha disposto l'approfondimento dei fatti in dibattimento per Fabio Muratore, 46 anni, arrestato il primo agosto dell'anno scorso dopo l'incidente nel quale ha perso la vita il sessantaquattrenne Filippo Fantauzzi di Delia.

Muratore sarà processato per omicidio stradale con le aggravanti di avere provocato la morte dell'automobilista dopo essersi messo alla guida senza avere la patente, con un tasso alcolemico cinque volte superiore al limite previsto e dopo avere assunto cocaina. 

La prima udienza del dibattimento è in programma il 16 gennaio davanti al giudice monocratico Giuseppe Miceli. Muratore era stato arrestato dai carabinieri dopo che i controlli in ospedale avevano accertato la massiccia presenza di alcol e cocaina nel suo organismo.

L'incidente è accaduto nel cuore della notte, in contrada Giacchetto, nella strada statale 123, alle porte di Canicattì. Fantauzzi, bracciante agricolo, era alla guida della sua Autobianchi 112 e stava andando a lavorare in un terreno in campagna. Muratore, alla guida della sua Renault Clio, proveniva da dietro, nella stessa direzione di marcia.

Secondo la ricostruzione dei fatti, superando i limiti di velocità e non rispettando le distanze "e comunque le comuni regole di prudenza e diligenza", lo avrebbe tamponato con violenza facendo sbalzare la 112 contro un muro dall’altra parte della carreggiata. 

Il suo difensore, l'avvocato Diego Giarratana, aveva raggiunto un accordo con la Procura per il patteggiamento di una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione ma il giudice ha rigettato la richiesta ritenendo che la pena non fosse congrua.

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