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Il verdetto / Ravanusa

“Ubriaco e drogato causò incidente con 2 vittime”: confermata condanna a 7 anni

La corte d’appello di Palermo ha replicato la sentenza di primo grado nei confronti del ravanusano Luigi D’Angelo. A perdere la vita furono Federica Aleo e Lorenzo Miceli. Un’altra persona rimase ferita

Confermata in corte d’appello, a Palermo, la condanna a 7 anni di reclusione nei confronti del ravanusano di 33 anni Luigi D’Angelo per il reato di omicidio stradale. Stesso verdetto, dunque, rispetto a quello emesso in primo grado. Si tratta del processo scaturito a seguito dell’incidente mortale in cui persero la vita la commessa canicattinese Federica Aleo e l'ex consigliere comunale di Ravanusa Lorenzo Miceli. Un’altra persona rimase gravemente ferita. I quattro amici erano tutti a bordo della stessa auto guidata da D'Angelo.

I familiari di Federica Aleo, che si erano affidati a Giesse risarcimento danni, un gruppo specializzato in casi di omicidio stradale con sede a Canicattì, hanno assistito a tutte le fasi del processo fino al verdetto di secondo grado.

“Siamo pienamente soddisfatti di questa conferma – sottolinea l’avvocato Diego Ferraro che assiste i familiari delle vittime – e rimaniamo pronti a lottare anche in un eventuale terzo grado in Cassazione affinché la dura condanna inflitta dal tribunale di Agrigento resti del tutto immutata. Purtroppo Federica nessuno potrà riportarla indietro e per questo i suoi cari non potranno mai darsi pace. Anche 7 anni di condanna non sono di certo abbastanza per loro. Ma confrontandoci anche con le più recenti pronunce in ambito di omicidio stradale, possiamo senz’altro confermare che si tratta di una condanna importante”.

Prima della sentenza in corte d’appello i familiari di Federica Aleo, tramite l’avvocato Michele Liuzzo di Catania, avevano chiesto il rigetto dei motivi di appello e la conferma della condanna così come aveva fatto il procuratore generale.

In primo grado, con il rito abbreviato, si era pronunciato il gup Stefano Zammuto che aveva inflitto 3 anni in meno rispetto a quanto era stato chiesto dal pubblico ministero Gianluca Caputo. D'Angelo è stato riconosciuto colpevole di duplice omicidio stradale e lesioni personali colpose. L'incidente, che costò la vita in un primo momento a Lorenzo Miceli e dopo oltre 3 mesi a Federica Aleo, seduta nel sedile posteriore insieme ad un altro passeggero che riportò gravi traumi, avvenne il 2 febbraio del 2020. D'Angelo, a bordo di un'Alfa 147, dopo avere assunto cocaina e con un tasso alcolico triplo rispetto al limite previsto, si schiantò contro un'abitazione a folle velocità dopo avere invaso un marciapiede. I difensori, gli avvocati Salvatore Manganello e Antonino Gaziano, avevano sostenuto che a determinare l'incidente avrebbero contribuito altre concause. 

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