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Incidenti stradali

"Guidava drogato e nello schianto con l'auto morì l'amico": chiesta condanna per 50enne

Il pm propone una pena di 3 anni e 6 mesi per Maurizio Modica, l'automobilista accusato di omicidio stradale in seguito alla morte del trentaduenne Giuseppe Terrosi

Tre anni e sei mesi di reclusione per Maurizio Modica, l'automobilista di 50 anni accusato di omicidio stradale e lesioni personali gravi in seguito alla morte del trentaduenne Giuseppe Terrosi, seduto nel sedile posteriore della Peugeot 207, che si è schiantata contro un muro nella notte fra il 21 e il 22 febbraio dell'anno scorso.

E' la richiesta del pubblico ministero Sara Varazi a conclusione della requisitoria del processo, in corso con rito abbreviato davanti al gup Stefano Zammuto. L'imputato, secondo quanto ha accertato una doppia consulenza disposta dalla Procura, guidava con un tasso alcolico cinque volte superiore alla norma, aveva assunto sostanze stupefacenti e ha superato di 20 chilometri orari il limite, fissato in 30, con cui ha percorso la curva in via Teatro Tenda, traversa del viale Cavaleri Magazzeni.

La circostanza gli avrebbe fatto perdere il controllo della Peugeot 207 che ha urtato contro il muro. Nell'impatto Terrosi, seduto nel sedile posteriore dell'auto, ha battuto la testa morendo sul colpo. Restarono feriti lo stesso Modica e gli altri due amici, fra cui una ragazza ventenne, che si trovavano nell'auto.

I familiari di Terrosi, assistiti dall'avvocato Daniela Posante, si erano costituiti parte civile ottenendo il risarcimento. Il processo, dopo l'arringa del difensore dell'imputato, l'avvocato Teresa Alba Raguccia, è stato rinviato per le repliche e la sentenza. 

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