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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Incidenti stradali Alessandria della Rocca

Imprenditore ucciso per un favore al clan Panepinto, condannato ex poliziotto pentito

Otto anni di reclusione a Pasquale Di Salvo, 59 anni, ex agente di scorta del giudice Giovanni Falcone, poi diventato collaboratore di giustizia. Dovrà risarcire il figlio di Vincenzo Antonio Di Girgenti, ucciso ad Alessandria della Rocca, il 13 settembre del 1994

Otto anni di reclusione per l'ex poliziotto, prima agente di scorta di un simbolo della lotta alla mafia, poi killer di Cosa Nostra e, infine, collaboratore di giustizia che ha fatto luce su una serie di omicidi: sono stati inflitti a Pasquale Di Salvo, 59 anni, reo confesso del delitto di Vincenzo Antonio Di Girgenti, commesso ad Alessandria della Rocca, il 13 settembre del 1994.

La sentenza, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, è staa emessa dal gup di Palermo, Annalisa Tesoriere, e tiene conto di una doppia riduzione di pena prevista dal giudizio speciale e dalle attenuanti previste dalla legge per i collaboratori di giustizia.

La condanna è superiore di tre anni di quella chiesta dal pubblico ministero della Dda di Palermo, Gaspare Spedale, per l'ex agente che negli anni Ottanta fece da scorta al giudice Giovanni Falcone e poi fu buttato fuori dalla polizia dopo essere stato sorpreso in compagnia di un rapinatore in Svizzera.

Di Salvo, oggi detenuto dopo una condanna per associazione mafiosa ed estorsione, ha da tempo deciso di collaboratore con la giustizia e ha confessato alla Dda di Palermo, di essere responsabile, insieme a Luigi Panepinto, Maurizio Panepinto e Calogero Panepinto, dell’omicidio di Vincenzo Antonio Di Girgenti.

L'omicidio, commesso dietro compenso, sarebbe la risposta armata al precedente delitto di Ignazio Panepinto, familiare degli altri presunti complici da lui tirati in ballo ma, al momento, fuori dall'inchiesta. Il figlio di Di Girgenti, con l’assistenza dell’avvocato Angelo Farruggia, si è costituito parte civile e sarà risarcito pure con una provvisionale, ovvero un anticipo subito esecutivo, di 10mila euro.

Di Salvo, a partire dal 2016, ha svelato uno dei delitti che, tra il 1978 e il 1997, insanguinarono Cianciana, Alessandria della Rocca, Santo Stefano di Quisquina e Bivona. In quegli anni furono uccisi Pietro Longo, Calogero Cinà, Tommaso Coniglio, Vincenzo Montalbano, Pietro Sicardi, Francesco Paolo Picarella, Paolo Calandrino, Giuseppe Patrinostro, Diego Passafiume, Ignazio Panepinto, Calogero Panepinto, Francesco Maniscalco, Emanuele Sedita, Giovanni Carbone, Angelo Mario Piazza, Antonino Russo.

L’ex poliziotto sostiene di conoscere i collegamenti fra quattro di questi omicidi il cui movente, in ogni caso, non sembra del tutto messo a fuoco in ogni aspetto. Il primo a cadere, il 21 marzo del 1994 a Bivona, è proprio Ignazio Panepinto. Qualcuno fra i familiari della vittima si attiva per la vendetta e, secondo la ricostruzione della vicenda, chiede aiuto proprio a Di Salvo per ammazzare Antonio Vincenzo Di Girgenti, il 13 settembre del 1994.

Sei giorni dopo, il 19 settembre ’94, il duplice omicidio di Calogero Panepinto e Francesco Maniscalco. Qualcuno ha risposto all’esecuzione di Antonio Di Girgenti, allungando la scia di sangue. 

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