"Rimuove le transenne, investe e uccide motociclista nel circuito della tappa del Giro d'Italia", anziano dal gup

Leonardo D'Amico, agente di commercio di 48 anni, morì dopo tre settimane di agonia: il 72enne Gaetano Agozzino è accusato di resistenza a pubblico ufficiale e omicidio stradale

L'incidente al giro d'Italia, nel riquadro la vittima

La difesa dell’imputato aveva chiesto il giudizio abbreviato condizionato all’acquisizione di una consulenza che potesse chiarire meglio la dinamica dei fatti e, in particolare, la velocità tenuta dall’auto. La parte civile, adesso, chiede di produrre delle indagini difensive che dovrebbero avere messo meglio a fuoco – secondo il suo punto di vista – la successione dei fatti. Il giudice Alessandra Vella, per esaminare meglio tutte le richieste, rinvia l’udienza preliminare al 4 novembre. Il procedimento è quello in cui è imputato, con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e omicidio stradale, Gaetano Agozzino, 72 anni, accusato di avere travolto e ucciso con la sua Fiat Stilo un motociclista - Leonardo D'Amico, agente di commercio di 48 anni, di Sambuca di Sicilia -, morto dopo quasi un mese di agonia.

L’incidente è avvenuto, nei pressi di contrada Maddalusa, il 9 maggio del 2018 in occasione della tappa agrigentina del Giro d’Italia di ciclismo. L’anziano, secondo quanto ipotizza la Procura, avrebbe violato l’ordine degli addetti dell’Anas, che gli avevano imposto di non passare perché si sarebbe trovato davanti la carovana di auto e mezzi al seguito della tappa, rimuovendo le transenne e investendo la moto di D’Amico che sopraggiungeva. Il motociclista morì dopo tre settimane di agonia.

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L'anziano, che per questi fatti restò tre mesi agli arresti domiciliari, era andato in contrada Maddalusa per fare jogging e, al ritorno, trovò la strada bloccata perchè era in corso la tappa del Giro d'Italia. Il suo difensore, l’avvocato Salvatore Maurizio Buggea, ha chiesto il giudizio abbreviato condizionato allo svolgimento di una perizia che chiarisca meglio la dinamica dei fatti e alcuni aspetti decisivi come la velocità tenuta da Agozzino con la sua auto quando si è verificato il fatto. L’avvocato di parte civile Aldo Rossi, che rappresenta i familiari di D’Amico, ha replicato producendo delle indagini difensive che la difesa dell’imputato ha chiesto di esaminare.

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