Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca Ribera

L'incidente mortale di Firenze, la salma di Filippo è tornata a casa

Paolo Caternicchia: "Era andato via da circa un anno perché voleva affermarsi nel settore alberghiero e il risultato lo aveva già raggiunto"

È arrivata ieri sera all’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo la salma di Filippo Antonio Migliorino, il ventiduenne di Ribera morto in un incidente stradale, una settimana fa, a Firenze, dove il giovane lavorava. Dallo scalo palermitano è giunta, in serata, a Ribera, accolta da una comunità che piange il giovane chef, quel "ragazzo riservato, dedito al lavoro, sempre gentile con tutti, che era andato via da circa un anno perché voleva affermarsi nel settore alberghiero e il risultato lo aveva già raggiunto, lavorando al Grand Hotel al Baglioni". Così lo ricorda, sulle colonne del Giornale di Sicilia, Paolo Caternicchia, consigliere comunale di Ribera. I funerali del giovane saranno celebrati nella giornata di domani.

Incidente a Firenze, perde la vita un ventiduenne 

"Purtroppo a Ribera, negli ultimi anni, troppi giovani hanno perso la vita in incidenti stradali – afferma il sindaco, Carmelo Pace – e io parteciperò ai funerali per manifestare il cordoglio mio personale e della città alla famiglia che conosco bene. Sono miei vicini di casa. Il padre è un operaio, un gran lavoratore. Davvero una tragedia immensa per questa famiglia e per tutta la comunità riberese".

Il sindaco Pace: "E' morto uno dei nostri migliori figli" 

Commosso il ricordo di Filippo Antonio Migliorino da parte di un suo insegnante dell’istituto Alberghiero "Amato Vetrano" di Sciacca, Fabrizio Ricotta. "I nostri studenti sono pezzi di cuore che entrano, che restano a lungo nei ricordi e poi, come in questo tragico caso – dice il professore Ricotta - rimane il dovere di piangere, così come al papà e alla mamma. Ho seguito Filippo Antonio nei due primi anni di corso, all'istituto Alberghiero di Sciacca, ma è ancora più profondo e significativo il ricordo di quasi un mese di permanenza, insieme, in Inghilterra, per un corso intensivo di lingua per la certificazione Trinity College. Un lungo mese durante il quale ci si è conosciuti, dove sono emerse certezze e debolezze, dove si sono condivisi momenti di gioco e di esperienza. Filippo Antonio era speciale, non perché sia morto. Era speciale perché era semplice e tenerissimo nella sua insicurezza, ed è per questo che molto tempo e conforto gli ho dedicato, ed è anche grazie a questo che ha ottenuto il successo sperato. È cresciuto con noi, a poco a poco è cresciuto, aggiungendo curve e centimetri. È cresciuto Filippo Antonio, per cinque anni abbiamo curato i suoi progressi, fino al diploma, fino a quando è arrivato il momento che la crisalide ha generato una bellissima farfalla, pronta a volare alla ricerca della nuova vita, da uomo anagraficamente adulto. Poi le logiche della vita, o della morte, compiono il loro corso.  Ed oggi a me, come a molti di noi, resta il dovere di piangere – conclude Fabrizio Ricotta – ricordando Filippo Antonio". 

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