Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

"Morta a 24 anni per un incidente con lo scooter a causa di una buca", condannati due funzionari comunali

I giudici della Corte di appello confermano il verdetto con cui era stato inflitto un anno di reclusione al dirigente dell'Utc e al responsabile del servizio di viabilità

Il luogo dell'incidente dove ha perso la vita la ragazza, nel riquadro la vittima

Morta a 24 anni in un incidente stradale con lo scooter provocato da una buca: il dissesto, secondo i giudici, era stato segnalato e nessuno, fra i responsabili degli uffici comunali, si è attivato per eliminarlo o, quantomeno, mettere in sicurezza il tratto segnalandolo.

I giudici della seconda sezione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Fabio Marino, hanno confermato il verdetto, emesso il 12 luglio del 2018 dal giudice monocratico di Agrigento Giuseppe Miceli, del processo per la morte della ventiquattrenne Chiara La Mendola, avvenuta a causa di un incidente, il 30 dicembre del 2013 al viale Cavaleri Magazzeni.

Un anno di reclusione, per l'accusa di omicidio colposo, è la pena inflitta al dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Agrigento Giuseppe Principato e al responsabile del servizio di viabilità Gaspare Triassi. La ragazza, in particolare, secondo quanto ha accertato il processo, avrebbe perso il controllo del suo scooter Scarabeo per colpa della buca finendo sotto le ruote di un’auto che proveniva dalla direzione opposta. La povera Chiara è morta sul colpo, prima ancora che arrivassero i soccorsi.

“Al di là della fin troppo dichiarata mancanza di fondi, il Comune di Agrigento disponeva comunque di quelli necessari, oltre che del personale, della struttura e dei mezzi, per compiere quantomeno i piccoli lavori di manutenzione ordinaria, quali la copertura di una buca sull’asfalto o anche solo, appunto, per segnalare l’insidia agli utenti della strada”. Così ha scritto il giudice nelle motivazioni della sentenza di primo grado.

Verdetto di cui, adesso, i giudici - come chiesto pure dal sostituto procuratore generale - hanno disposto la conferma.

Il pg aveva ribadito anche che "la consapevolezza della presenza della buca, da parte dei funzionari del Comune che dovevano vigilare, è stata provata dai testimoni che hanno riferito di numerosi esposti e segnalazioni da parte dei residenti del quartiere".

La difesa degli imputati, invece - affidata agli avvocati Antonino Manto e Giuseppe Scozzari -, aveva sostenuto, innanzitutto, che non vi fosse alcuna certezza che l'incidente era stato provocato dalla buca (a riferirlo è l'automobilista che l'ha investita con l'auto che, in un processo a parte, è stato assolto) e che la stessa fosse stata segnalata al Comune che, in ogni caso, non aveva le risorse finanziarie per provvedere alla riparazione. 

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