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"Forzò il blocco a presidio del Giro d'Italia investendo e uccidendo motociclista", 72enne dal gup

La difesa di Gaetano Agozzino, accusato di omicidio stradale per la morte di Leonardo D'Amico, chiede il giudizio abbreviato

L’incidente, l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e l’accusa di lesioni personali colpose che, alcune settimane più tardi, si trasformò in quella, ben più grave, di omicidio stradale: a distanza di poco meno di due anni dalla tragedia, avvenuta in occasione della tappa agrigentina del Giro d’Italia del 2018, Gaetano Agozzino, 72 anni, finisce a processo.

Questa mattina, dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero Paola Vetro, l’anziano è comparso davanti al gup Alessandra Vella per l’inizio dell’udienza preliminare. Il suo difensore, l’avvocato Salvatore Maurizio Buggea, ha chiesto il giudizio abbreviato condizionato allo svolgimento di una perizia che chiarisca meglio la dinamica dei fatti e alcuni aspetti decisivi come la velocità tenuta da Agozzino con la sua auto quando si è verificato il fatto che risale al 9 maggio di due anni fa.

Il settantenne è accusato di avere violato l’ordine degli addetti dell’Anas e rimosso le transenne che erano state poste, a presidio della carovana di bici e mezzi di servizio al seguito della tappa agrigentina del Giro d’Italia, investendo con la sua Fiat Stilo un motociclista, Leonardo D'Amico, agente di commercio di 48 anni, di Sambuca di Sicilia, morto dopo quasi un mese di agonia. 

Il giudice deciderà il 18 marzo in merito alla richiesta di abbreviato condizionato presentata dalla difesa.

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