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Domenica, 23 Giugno 2024
L’operazione / Canicattì

Inchiesta sulla sanità etnea, sospensione dai pubblici uffici per 8 persone: c’è anche un canicattinese

Tra i destinatari del provvedimento del gip figurano gli ex assessori Razza e Scavone. Secondo le accuse ci sarebbero stati dei presunti “favoritismi” nell'ambito della sanità catanese e regionale

Terremoto nella sanità etnea: su richiesta della Procura, il giudice per le indagini preliminari ha emesso 8 misure cautelari interdittive che comportano la sospensione dall’esercizio di pubblici uffici e servizi per la durata di un anno. Tra le persone destinatarie del provvedimento, nell'ambito della recente indagine denominata "Psn" che riguarda presunti favoritismi nell'ambito della sanità catanese e regionale, figura anche un canicattinese. Il provvedimento è stato notificato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale nei comuni di Catania, Palermo, Monreale e Zola Predosa in provincia di Bologna.

I nomi dei destinatari delle misure interdittive

Gli indagati destinatari della misura interdittiva sono: il medico palermitano Filippo Piazza, Giuseppe Di Rosa (anche lui di Palermo), Ignazio La Mantia (presidente dell'Ordine dei medici di Catania), gli ex assessori regionali Ruggero Razza ed Antonio Scavone, la docente ordinaria dimMalattie odontostomatologiche Rosalia Maria Leonardi, il bolognese Alberto Bianchi e Calogero Grillo di Canicattì. Per questi ultimi due la sospensione è di 8 mesi e non di un anno. Secondo la procura, sono tutti "gravemente indiziati, in concorso tra loro e con altri soggetti indagati dei reati di "turbata libertà degli incanti e 'turbata libertà del procedimento di scelta del contraente".

Gli interrogatori

Nei giorni scorsi era stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari da parte del Gip etneo nei confronti del medico ed esponente di Fratelli D'Italia Giuseppe Arcidiacono, Nunzio Ezio Campagna, Sebastiano Ferlito e Gesualdo Antonino Missale che, nel corso degli interrogatori di garanzia del 3 maggio scorso, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Dopo gli interrogatori svolti il 4 e 5 maggio, il giudice per le indagini preliminari ha scelto di applicare una ulteriore misura interdittiva agli altri otto indagati, "ravvisando - si legge sempre nella nota della Procura - come stringenti e attuali le esigenze cautelari, potendo gli stessi tornare a rivestire o continuare a ricoprire funzioni e ruoli nella pubblica amministrazione, nelle procedure concorsuali universitarie, nell'ambito della sanità pubblica, nella direzione di ordini professionali e nella compagine di governo di enti partecipati dalle pubbliche amministrazioni".

I ruoli degli indagati

Con ruoli diversi, avrebbero "condiviso e apportato un contributo penalmente rilevante ad un articolato sistema di turbativa di selezioni pubbliche a base clientelare e familistica, in spregio ai principi del buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, traendone, come sarebbe stato nel caso di Leonardi, Scavone e Razza, anche un vantaggio per persone a loro molto vicine". Condotte illecite, quelle contestate che sarebbero state caratterizzate "dalla gravità, sistematicità e ampiezza delle manipolazioni che avrebbero accompagnato i Progetti Psn ed il concorso per direttore amministrativo dell' Ordine dei medici di Catania". In particolare, Alberto Bianchi e Calogero Grillo "non avrebbero attivato i loro poteri di controllo della legalità formale e sostanziale delle procedure cui partecipavano in ruoli di rilievo". Ed allo stesso tempo, "grave è il concorso alle turbative nell’attribuzione degli incarichi nei Progetti Carie, Osas e Cardio da parte di Rosalia Maria Leonardi". Stesso ragionamento, si legge tra le motivazioni della misura cautelare disposta dal Gip, varrebbe poi per Giuseppe Di Rosa, Filippo Di Piazza e Ignazio La Mantia, "poiché avrebbero concorso nell’alterazione della procedura concorsuale per l’incarico di dirigente amministrativo dell’Ordine dei medici di Catania in favore di Aldo Missale. Sotto tale profilo, particolarmente grave appare la condotta contestata a Di Rosa e Di Piazza", i quali si sarebbero prestati "perfino a consegnare le tracce delle prove scritte e le domande di quelle orali al candidato predestinato".

I ruoli di Razza e Scavone

Le condotte che sarebbero state poste in essere dagli ex assessori regionali, sotto indagine, Razza e Scavone, sarebbero state "volte a favorire nel primo caso la designazione di Filippo Fiorenza quale 'esperto in elaborazione report e studi' per conto dell’Ordine dei medici e Odontoiatri di Palermo nel Progetto denominato 'Osas Catania – Sentinelle della prevenzione', mentre nel secondo l’assegnazione a Loredana Gullotto(vicina a Scavone) di un incarico a tempo determinato da 'amministrativo' nell’ambito del progetto 'Centro Cardio Hub e Spoke – modello di prevenzione e riabilitazione', presentato dall’azienda ospedaliera Garibaldi".

La durata delle misure interdittive

Le condotte contestate assumerebbero particolare gravità in ragione del ruolo di primo piano allora rivestito da Scavone e Razza nell’ambito della Giunta Regionale quali Assessori rispettivamente alla Salute il primo e alla Famiglia il secondo. Il Gip etneo ha disposto una misura interdittiva di maggiore durata proprio per Razza, Scavone, La Mantia, Leonardi, Di Rosa e Piazza, "attesa la ritenuta maggiore gravità delle condotte a loro contestate e comunque per il ruolo di elevata responsabilità che ricoprivano, nello svolgimento del quale o comunque in concomitanza con il quale hanno agito, e per il più elevato grado di adesione anche psicologica alle condotte contestate al Campagna e al Missale". Inferiore in termini di gravità invece quella contestata a Bianchi e a Grillo, "per il ruolo meno centrale che essi avrebbero svolto nei fatti e in ragione di un minore disvalore espresso dalle condotte loro addebitate".

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