L'inchiesta sul raddoppio della statale 640, dissequestrati documenti e pc di manager

Il tribunale del riesame accoglie il ricorso della difesa, secondo cui le accuse erano formulate in maniera troppo imprecisa

Un vecchio cantiere sulla statale 640

"Sequestro annullato e beni restituiti": il tribunale del riesame di Caltanissetta, a cui si sono rivolti i difensori, gli avvocati Marina Zalin e Giuseppe Scozzari, ha accolto il ricorso di Pierfrancesco Paglini, manager di Bolognetta Scpa, indagato nell'ambito dell'inchiesta della Dda sulle presunte irregolarità legate alla realizzazione del raddoppio della strada statale 640 che ipotizza i reati di peculato, associazione a delinquere, frode in pubbliche forniture e traffico illecito dei rifiuti.

La nuova inchiesta giudiziaria ha sollevato, peraltro, nuovi dubbi sulla conclusione della grande opera stradale. Nel mirino, in particolare, il ponte San Giuliano, uno degli ultimi viadotti che porta alla galleria che collega con l'autostrada Palermo-Catania. Due settimane fa il sostituto procuratore del tribunale nisseno, Simona Russo, ha delegato i finanzieri a svolgere una vasta attività di perquisizione e sequestro facendo notificare, contestualmente al prelievo di documenti, pc, oggetti e materiali, delle informazioni di garanzia.

L'indagine ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati dei vertici delle imprese che stanno eseguendo i lavori, con particolare riferimento alla Cmc di Ravenna e alle ditte a cui, negli anni, ha sostanzialmente affidato la realizzazione di singoli lotti dei lavori o parti degli stessi.

Le informazioni di garanzia, come sempre molto "criptate" e sintetiche per non scoprire le carte nella fase decisiva dell'istruttoria degli inquirenti, comunicano un'indagine per una serie molto lunga di reati. Fin troppo criptata secondo i legali di Paglini tanto che, per gli avvocati Scozzari e Zalin, era impossibile "valutare i fatti contestati e la pertinenza delle cose sequestrate rispetto al reato". Insomma accuse generiche dalle quali non ci si poteva neppure difendere. I giudici del riesame, che depositeranno le motivazioni nei prossimi giorni, gli hanno dato ragione annullando il provvedimento. 

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