Domenica, 21 Luglio 2024
Polizia scientifica / Favara

In giro con la pistola in via Atenea e un laboratorio di armi in casa: la procura indaga su eventuali collegamenti col gruppo di fuoco di Favara

Il 35enne Salvatore Butticè è stato sorpreso il 13 maggio mentre passeggiava, nel bel mezzo del sabato sera, con la scacciacani in tasca: il suo nome compare nella lista degli imputati dell'inchiesta "Mosaico"

Al via gli esami sulle armi sequestrate al 35enne di Favara, Salvatore Butticè, per accertare, in particolare, se c'è un collegamento con i fatti di sangue al centro dell'inchiesta Mosaico di cui lo stesso Butticè è indagato in un segmento investigativo.

Sono stati disposti dal pubblico ministero Sara Varazi che li ha delegati alla polizia scientifica. 

Butticè è stato arrestato il 13 maggio dai poliziotti della sezione Volanti al termine di un controllo in via Atenea dove passeggiava con una scacciacani. La perquisizione è poi stata estesa anche all’abitazione del favarese dove gli agenti hanno trovato un vero e proprio laboratorio di armi. Sequestrate cinque pistole, di cui una a salve, tre a gas prive di tappo rosso e un’altra con il tappo, ma anche un machete con una lama di trenta centimetri, un tirapugni, due coltelli e cinque caricatori.

Sono stati trovati, inoltre, altri pezzi di pistole e arnesi utili alla modificazione delle stesse armi come perni, viti e molle. Lo stesso Butticè, che ha nominato come difensore l'avvocato Salvatore Cusumano, in occasione dell'udienza di convalida dell'arresto, ha ammesso il possesso e la detenzione illecita delle armi senza provare a giustificare o negare.

Il suo nome compare nella lista degli imputati del filone agrigentino dell'inchiesta "Mosaico" il cui segmento principale ha provato a fare luce (salvo la mancanza di riscontri, finora, nei processi) su almeno cinque omicidi e una dozzina di tentati omicidi come conseguenza di uno scontro fra due bande rivali sull'asse Favara-Belgio. Il coinvolgimento di Butticè è legato sempre alla detenzione illecita di armi. Gli esami di laboratorio saranno adesso finalizzati ad accertare l'eventuale uso precedente delle armi e il collegamento con la faida che ha insanguinato la provincia negli anni scorsi. 

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