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Cronaca

La maxi udienza preliminare sul diplomificio al bivio, la Procura corregge le imputazioni

Il gip aveva ordinato al pm di precisare meglio il capo di accusa: individuate altre due udienze per la decisione sulle 104 richieste di rinvio a giudizio

Il pubblico ministero Paola Vetro precisa e riformula i capi di imputazione, ritenuti dal gup "generici e indeterminati". L'udienza preliminare, quindi, può arrivare alla conclusione.

Il procedimento è quello sul cosiddetto “diplomificio", che sarebbe stato messo in piedi fra le province di Agrigento, Catania e Ragusa. L'inchiesta "Diplomat" ipotizza un giro di diplomi "venduti" senza neppure sostenere una lezione grazie alla falsificazione di documenti che attestavano il regolare percorso scolastico. 

Sul banco degli imputati siedono in 102 fra dirigenti scolastici, insegnanti e personale amministrativo di alcuni istituti paritari di Canicattì, Licata e delle province di Catania e Ragusa oltre ad alcuni studenti che avrebbero beneficiato dei diplomi irregolari usando poi il titolo per iscriversi all'università e tre istituti scolastici in qualità di persone giuridiche. 

L'indagine è stata avviata nel 2014 e si è allargata anche alle province dove il "diplomificio" avrebbe avuto delle ramificazioni. Le accuse sono di associazione a delinquere, falso, rivelazione di segreto di ufficio e abuso di ufficio.

Dopo la nuova formulazione delle accuse fatta dalla Procura, il gup Francesco Provenzano ha individuato due date - 18 e 23 marzo - per le conclusioni delle parti e la decisione sui rinvii a giudizio. 

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