Cronaca

L'inchiesta sui corsi di formazione, almeno 10 indagati: contestata l'associazione

La difesa, intanto, chiede il dissequestro dei documenti requisiti dalla Digos

Associazione a delinquere, falso, truffa e autoriciclaggio. Sono i reati contestati dal pubblico ministero Chiara Bisso nell'ambito dell'inchiesta sugli enti di formazione e sulle scuole telematiche. L'indagine, molto datata nel tempo, ha avuto un seguito nei giorni scorsi con il sequestro, da parte della Digos, di documenti e materiale nella disponibilità di uno dei responsabili di un'università telematica, molto noto anche per la sua attività politica, e di altri quattro indagati.

Scatta il sequestro, aperta inchiesta

L'ufficio diretto dal procuratore Luigi Patronaggio e dal suo vice Salvatore Vella ha fatto notificare anche gli avvisi di garanzia. Per il momento le carte sono molto coperte. Gli indagati sono almeno dieci. 

Oggi, intanto, c'è stata l'udienza al tribunale del riesame per cinque indagati che, attraverso il loro difensore, l'avvocato Giovanni Crosta, hanno chiesto la restituzione di documenti e supporti informatici sequestrati. 

I giudici della seconda sezione penale decideranno nelle prossime ore. 

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