Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Agrigento, la Procura indaga sul Prg: attesa per il Consiglio comunale

I magistrati di via Mazzini hanno ascoltato il vice presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Di Rosa, per diverse ore. Sarebbero stati i suoi comunicati stampa e i suoi post su Facebook riferiti ai "poteri forti della città" ad indirizzare gli inquirenti sulla giusta strada

A sinistra Giuseppe Di Rosa durante una conferenza stampa; a destra, il blitz della magistratura al Comune

L’intuizione l’avevano avuta in molti dal momento in cui il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo in persona, accompagnato dal sostituto Alessandro Macaluso e dai poliziotti della Digos della Questura di Agrigento, ha varcato ieri mattina il portone del Municipio di Agrigento per sequestrare i faldoni riguardanti il Piano regolatore generale e le prescrizioni esecutive.

Una “visita” del tutto inaspettata (non era forse mai successo che un procuratore aggiunto della repubblica andasse personalmente ad eseguire un sequestro di atti) che ha fatto chiaramente intendere che quella delle “Commissioni” è una questione secondaria rispetto a quanto cercherebbero gli inquirenti di via Mazzini.

L’ipotesi di reato, come anticipato dal settimanale Grandangolo di Franco Castaldo, è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Un’accusa pesantissima, che si legherebbe dunque alle questioni che girano attorno al Piano regolatore, alle prescrizioni esecutive e ad alcuni piani costruttivi. Vicende che sembrano disegnare un quadro chiaro di corruzione, ma sul quale il "Dipartimento reati contro la pubblica amministrazione e anticorruzione" della Procura della Repubblica di Agrigento vuole fare luce il prima possibile.

Per questo motivo ieri pomeriggio è stato sentito come “persona informata sui fatti” il vice presidente del Consiglio comunale Giuseppe Di Rosa. Un’audizione durata diverse ore, durante la quale si è parlato di “fatti diversi dalla vicenda delle commissioni consiliari”, come ha specificato lo stesso Di Rosa in un comunicato stampa diramato ieri sera.

E sarebbero stati proprio i suoi comunicati stampa e i suoi post su Facebook ad indirizzare i magistrati su quella che sembra essere la strada giusta. Soltanto alcuni giorni fa, proprio in seguito al servizio di “Ballarò” sul caso Commissioni, Di Rosa aveva parlato in conferenza stampa di “poteri forti che vorrebbero la testa di questo Consiglio comunale” e di un incontro avuto con Angelo La Russa, suocero di Marco Zambuto, ex sindaco di Agrigento: “Mi ha proposto di appoggiare la mia candidatura. Ancora oggi ci sono dirigenti che si incontrano con Zambuto. Ho la registrazione della discussione con suo suocero” aveva detto Di Rosa.

Affermazioni che non sarebbero passate inosservate agli occhi del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e del pool che lavora sui reati contro la pubblica amministrazione (composto dai pm Alessandro Macaluso e Salvatore Vella). I verbali che contengono le dichiarazioni di Giuseppe Di Rosa sono stati segretati dalla Procura e lui, quale persona informata sui fatti, è stato sottoposto al vincolo di segretezza.

Proprio per questo sarebbe stata annullata la sua partecipazione a “L’Arena di Massimo Giletti”, su Rai Uno, di domenica 8 febbraio. Oggi pomeriggio, intanto, è prevista una seduta del Consiglio comunale. Un appuntamento che potrebbe riservare sorprese clamorose, se si considera - tra le altre cose - che all’ordine del giorno è prevista proprio la trattazione di argomenti come Piano regolatore generale e prescrizioni esecutive. 

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