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(foto ARCHIVIO)

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"Questo una femmina è … da te non vengono, sanno che sei amico mio": Occhipinti rassicura l'esercente

Il presunto reggente faceva riferimento al fatto - secondo la ricostruzione dei Pm - che una persona si era rivolto a lui in quanto aveva ricevuto una lettera anonima contenente delle cartucce

“Gliel'ho detto: 'Non cercare a nessuno, che questo una femmina è … da te non vengono, sanno che sei amico mio …".  E' marzo del 2018 quando le cimici captano questa frase. A parlare - secondo quanto ricostruito nel provvedimento di fermo dai Pm della Dda: Claudio Cammilleri e Gery Ferrara - sarebbero stati Angelo Occhipinti e il coindagato Giuseppe Salvatore Spiteri.

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"Occhipinti faceva riferimento al fatto che (omissis) si era rivolto a lui in quanto aveva ricevuto una lettera anonima contenente delle cartucce - scrivono i Pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo - .  Occhipinti riferiva al suo interlocutore che sicuramente si era trattato di una questione di “femmine”, escludendo l’eventuale scopo estorsivo della missiva, trattandosi di persona “vicina” allo stesso Occhipinti. Nell’occasione, inoltre, Occhipinti esternava a Spiteri - prosegue la ricostruzione dei magistrati - le sue preoccupazioni dovute al fatto di aver 'toccato' la busta contenente le cartucce: “no, prima l'ha aperta, poi l'ha fatta toccare a me ... gli ho detto … ma lo capisce, ci scansa Dio … ci porta la cosa che io ... cartucce … a cosa ... mi rovino io …”.

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"E’ significativo ribadire come (omissis) dopo aver subito un atto intimidatorio di così grave entità, prima ancora di rivolgersi alle forze dell’prdine abbia deciso di rivolgersi ad Angelo Occhipinti - scrivono i magistrati della Dda - riconoscendone quindi, apertamente e manifestamente, la sua caratura criminale e il ruolo di vertice da lui ormai assunto nella consorteria mafiosa licatese".

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