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La maxi inchiesta sugli abusi all'Asi, istruttoria chiusa per un dirigente

La difesa ha dato il consenso a utilizzare i precedenti atti del dibattimento, fissata la data per la requisitoria

La difesa dà il consenso a utilizzare gli atti acquisiti prima del cambio del collegio giudicante e rinuncia sia all’audizione dell’imputato che a quella dei testi della propria lista. Il processo nei confronti del dirigente dell’ex consorzio Asi, Rosario Gibilaro, 60 anni, l’unico rinviato a giudizio nell’ambito di una maxi-inchiesta sulle presunte irregolarità nella gestione dell’ente che negli anni successivi è stato soppresso, è ormai agli sgoccioli. In caso di mancato consenso a utilizzare gli atti già acquisiti al fascicolo, sarebbe stato necessario ripartire da capo con inevitabile allungamento dei tempi. Il difensore, l’avvocato Salvatore Cusumano, ha invece dato il suo benestare e ha rinunciato alla parte restante dell’istruttoria. Il collegio di giudici presieduto da Alfonso Malato ha, quindi, rinviato al 20 dicembre per la requisitoria della Procura. 

Il rinvio a giudizio di Gibilaro non è stato deciso per tutte le imputazioni inizialmente contestate dai pm. Il funzionario in udienza preliminare è stato prosciolto da diversi capi di accusa. Nel processo viene ipotizzata la sua responsabilità per due ipotesi di abuso di ufficio e una di peculato relative a forniture di beni e presunte irregolarità nella gestione degli affitti di alcuni locali. 

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