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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Inchiesta "Alta tensione", gli impiegati Enel usavano il sistema del "sorcio"

Sono complessivamente 20 le persone iscritte nel registro degli indagati. Per 3 però il Gip ha firmato due divieti di dimora nell'Agrigentino e un obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria

Il sistema del "sorcio". E' così che i carabinieri hanno chiamato il marchingegno che i due - dipendenti dell'Enel raggiunti da altrettanti divieti di dimora nella provincia di Agrigento - avrebbero adottato per i furti di energia elettrica.

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"In alcuni casi il cosiddetto 'sorcio' era un sistema da loro fatto ed installato direttamente dai due - ha ricostruito, durante la conferenza stampa, il capitano dei carabinieri della compagnia di Agrigento Ernesto Fusco - . Sapevano che staccando l'interruttore vi era un altro interruttore che riusciva ad avere la sensibilità per uno sbalzo di tensione. Quindi una volta staccato l'interrutore principale, il secondario interrompeva il furto di corrente. Quando, poi, facevano la verifica reale non vi era nessuna sottrazione di corrente. Il sistema era fatto - ha proseguito nella spiegazione l'ufficiale dell'Arma - in maniera professionale. Non è la vecchietta che, non può arrivare a fine mese, non può pagare la bolletta e s'è fatta fare l'allaccio diretto, con tutti i rischi giudiziari che naturalmente si corrono anche in quella circostanza. L'inchiesta ha fatto emergere che ad operare erano dei professionisti del lavoro, che sanno e possono fare il doppio gioco. Cioè posso installarti questa cosa sapendo che poi lo vengo a verificare io. Quindi ti posso avvisare prima quando vengo e ti posso avvisare quando i carabinieri, la polizia o le forze dell'ordine fanno un controllo".

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