Domenica, 14 Luglio 2024
Solidarietà / Naro

L’incendio nel terreno confiscato alla mafia, lo sdegno della Chiesa, delle associazioni e dell’imprenditoria

Appello al prefetto Filippo Romano, al procuratore della Repubblica facente funzioni Salvatore Vella, al questore Emanuele Ricifari, a tutte le forze dell’ordine ma anche al presidente della Repubblica, al capo del Governo e al ministro dell’Interno: “Riaffermare al più presto la legalità e la libertà”

Messaggi di solidarietà e una dura e unanime condanna per il vile gesto perpetrato a danno del campo gestito dalla cooperativa agricola "Rosario Livatino - Libera Terra", gravemente danneggiato da un incendio doloso che ha distrutto ettari di terreno coltivati a grano, pronti per la mietitura. Le testimonianze di sostegno ma anche di sdegno di fronte ad un episodio di tale gravità arrivano da più fronti: dalla Chiesa, dal mondo dell'imprenditoria, dalle associazioni.

Incendiati 30 ettari coltivati a grano: terreno confiscato alla mafia e coop "Livatino" di nuovo nel mirino

L'arcivescovo Alessandro Damiano

"Anche dopo tre incendi dolosi che, negli ultimi anni, hanno distrutto le coltivazioni di lenticchie prima e di grano poi, la cooperativa Livatino prosegue il suo lavoro dimostrando di essere un avamposto di resistenza alla criminalità organizzata. Auspico un impegno corale di tutti i cittadini dell’Arcidiocesi con cui manifestare piena solidarietà ai soci della cooperativa che da anni lottano contro la mafia e l’illegalità, coltivando i terreni confiscati ai mafiosi".

Il vicepresidente della Regione e assessore all'agricoltura Luca Sammartino

"Esprimo la mia solidarietà alla Cooperativa 'Rosario Livatino - Libera Terra' per l’incendio doloso che ha colpito i terreni coltivati a grano sul fondo confiscato alla mafia. L’attività della cooperativa è da sempre baluardo di legalità e testimonianza concreta di come possa impiantarsi il seme del lavoro e dell’impresa sana lì dove prosperava l’illegalità, facendo recuperare allo Stato e alla società porzioni di territorio. Al più presto mi recherò a Naro per incontrare i responsabili della cooperativa, la cui attività ispirata alla figura del Beato Rosario Livatino è esempio e stimolo per noi tutti".

L'associazione "Amici del giudice Rosario Livatino"

"Chiediamo alle istituzioni un intervento urgente per riaffermare la legalità e la libertà. La cooperativa - scrivono dall'associazione - da 11 anni con sacrifici e senza condizionamenti che pure sono stati tentati, gestisce alcune centinaia di ettari strappati alle famiglie mafiose della zona in contrada Gibbesi e Virgilio. Sequestri e confische concretizzatisi grazie alla Legge Rognoni – La Torre e all’acume e caparbietà investigativa del Giudice Rosario Livatino ucciso da quella stessa mafia andata a nozze con la 'Stidda' il 21 settembre 1990.
In questi giorni ancora una volta i terreni condotti dalla cooperativa guidata da Giovanni Lo Iacono assieme ai soci e lavoratori devono fare i conti con l’arroganza mafiosa: un vasto appezzamento di oltre 30 ettari coltivato a grano in contrada Gibbesi è stato incendiato. Sulla natura dolosa ci sono pochi o nessun dubbio: i focolai sono partiti da punti diversi ed addirittura anche da porzioni di terreni loro assegnati divisi da ampie strade asfaltate.  Si tratta dell’ultimo episodio dei continui danneggiamenti che tra il 2019 ed oggi che hanno fatto registrare un’allarmante escalation.
L’attività della cooperativa 'Rosario Livatino – Libera Terra' dà fastidio. Dà ancor più fastidio il messaggio di legalità ed affermazione dei valori anche di giustizia sociale. L’affermazione sul territorio dello Stato non piace ai mafiosi ed ai delinquenti anche quelli sulla carta estromessi dal possesso ed uso dei terreni confiscati ai criminali parassiti che sfruttano la povertà, l’ignoranza e la paura.  
A questo punto ci rivolgiamo ancora una volta al prefetto di Agrigento Filippo Romano, al procuratore della Repubblica facente funzioni, Salvatore Vella; al questore, Emanuele Ricifari, a tutte le forze dell’ordine ma anche al presidente della Repubblica, al capo del Governo e al ministro dell’Interno affinché con atti concreti si adoperino per affermare lo Stato di Diritto e la Legalità assieme alla democrazia e alla libertà dei cittadini onesti. Chiediamo che da subito e per il futuro sia attivato lungo i terreni di contrada Gibbesi e Virgilio gestiti dalla cooperativa “Rosario Livatino – Libera Terra” da maggio all’avvenuta trebbiatura  un sistema di vigilanza tramite torrette affidate al Corpo Forestale i cui preposti possano segnalare in maniera tempestiva ed utile principi di incendio ai campi di cereali e limitare i danni".

La Camera di commercio

"Ancora una volta si registra un atto intimidatorio alla cooperativa sociale 'Rosario Livatino - Libera Terra' di Naro con le stesse modalità utilizzate nel passato per arrecare il massimo danno economico, tenuto conto che l'incendio è stato appiccato alla vigilia delle operazioni di trebbiatura. Si tratta di segnali inquietanti da parte di organizzazioni criminali che vogliono dimostrare di potere vincere la guerra con lo Stato. Nel manifestare la più ampia solidarietà da parte dell'Ente camerale a Giovanni lo Iacono e a tutti i suoi collaboratori, lo rassicuriamo sulla vicinanza alla cooperativa e rivolgiamo un accorato appello alle istituzioni competenti affinchè la cooperativa non venga lasciata sola in quanto rappresenta un esempio tangibile di come si può riportare nel solco della legalità un bene che è stato restituito ad una funzione non solo produttiva ma soprattutto sociale. Siamo certi che le forze dell'ordine sapranno presto individuare i mandanti dello squallido episodio e che sapranno offrire le dovute garanzie perchè le attività possano proseguire serenamente".

Domenico Pistone - Legacoop Sicilia

"Ancora una volta esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro sdegno per il vile atto intimidatorio  subito  della cooperativa 'Rosario Livatino - Libera Terra'. Esattamente ad un anno di distanza, dall’attentato dello scorso anno, le fiamme hanno ,nuovamente,divorato  il grano seminato su terreni confiscati alla criminalità organizzata.
Siamo consapevoli che lo stato è le forze dell' ordine continueranno a fare la loro parte e riteniamo che sia necessario ribadire che i soci della cooperativa non sono soli. Come Legacoop continueremo a sostenere le nostre cooperative impegnate in un percorso di restituzione alla società  di beni e terreni sottratti alla mafia , alla criminalita' ed ll’economiasommersa ed auspichiamo il pieno coinvolgimento della comunità Narese , delle associazioni e della societa' civile. Ai soci della cooperativa ribadiamo la nostra vicinanza e l’invito a ribadire , insieme alle forze sane della provincia di Agrigento , le ragioni della legalità e dello sviluppo in contrapposizione ad una cultura ormai medievale che rappresenta la principale causa del sottosviluppo del Mezzogiorno e della Sicilia".

(Aggiornato alle 13:33)

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