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Cronaca Aragona

Incendio devasta le Maccalube, Gucciardo: "Metà della vegetazione non esiste più"

Daniele Gucciardo, Legambiente, dà una prima stima dopo il sopralluogo con i carabinieri, in seguito all'incendio che ha colpito l'area

“Circa il 60-70% dell’area composta da vegetazione che appartiene alla riserva naturale delle Maccalube non c’è più”. A dirlo è Daniele Gucciardo operatore della riserva naturale gestita da Legambiente, che insieme con Domenico Fontana e i carabinieri ha eseguito il sopralluogo in seguito all’incendio che ha colpito la riserva la scorsa settimana.

“L’incendio ha bruciato gran parte della staccionata – ha spiegato – ha colpito gran parte dell’area e la vegetazione è stata bruciata. Per questo motivo abbiamo interdetto il vialetto (che non è sotto sequestro) finché non verrà sostituito il cancello”. Il grande incendio che ha distrutto l’area ha infatti bruciato la staccionata che rappresenta il confine invalicabile oltre la quale l’area è sotto sequestro: dopo i fatti del settembre 2014 infatti, solo il vialetto è rimasto accessibile a i tanti curiosi e turisti che si recano nell’area. Le fiamme hanno però incenerito anche la staccionata che, pur se rimasta in piedi, è adesso pericolante.

Nessun danno alla lapide posta all’ingresso della riserva, che ricorda Carmelo e Laura Mulone, i due bambini rimasti uccisi dall’esplosione dei vulcanelli. Il controllo dell’area devastata dall’incendio è avvenuto mercoledì, dopo l’autorizzazione del giudice che sta seguendo il delicato processo volto a individuare possibili responsabilità nell’esplosione per il quale sono imputati gli stessi Gucciardo e Fontana, gestori della riserva e Francesco Gendusa, dirigente regionale del servizio Aree protette. Per quello che riguarda le tabelle segnaletiche, alcune delle quali sono state tirate in ballo anche durante il processo che riprenderà a ottobre, queste non sono state bruciate.

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