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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Il caso / Villaggio Mosè

Incendio "Agrimarket", una battaglia lunga 15 anni: chiesta la riapertura del caso

Presentata istanza dai legali di Francesco Tarallo, proprietario della struttura che fu incendiata (così dicono le relazioni di parte) nel 2005

Sono trascorsi oltre 15 anni dall'incendio dell' "Agrimarket", al Villaggio Mosè. Era il 3 marzo del 2007 quando un gigantesco rogo (visibile da larga parte della città) divorò in alcune ore un fiorente negozio di attrezzi agricoli e per l'edilizia, danneggiando anche il palazzo nel quale era ospitato. 

Un incendio che, dichiarò fin da subito il proprietario, l'imprenditore Francesco Tarallo, non solo era doloso, ma era connesso ad una chiara richiesta estorsiva ricevuta. Una versione che venne riferita anche ad Agrigentonotizie: due uomini, uno dei quali identificato dall'imprenditore, due settimane prima che il rogo devastasse la struttura gli avrebbero intimato di non chiedere ad alcuni suoi ex soci di restituire circa 120 mila euro che l'imprenditore aveva investito in una società di scommesse, che a suo parere era stata solo una truffa ai suoi danni. Le indagini in tal senso sono state archiviate, così come a nulla ha portato la richiesta di risarcimento del danno presentata all'Alto commissario per le vittime di mafia da oltre 3 milioni di euro che è stata rigettata e che è finita anche al centro di un ricorso al Tar, poi anch'esso dichiarato cessato.

Una versione che però Tarallo, con i suoi legali, respinge, certo della presenza di elementi validi per sostenere inchiesta e soprattutto requisiti per l'accesso ai fondi destinati alle vittime della criminalità organizzata. Per questo si procederà con la richiesta di riapertura delle indagini affinché si possa fare - è l'auspicio del ricorrente - piena chiarezza su un rogo la cui origine - dicono le perizie di parte - era dolosa: le fiamme, infatti, non sarebbero state originate da un corto circuito ma da mano umana e soprattutto sarebbero state appiccate dall'esterno del negozio.

Allo stesso modo Tarallo, per vedere riconosciuti quelli che ritiene i suoi diritti, provvederà a presentare una nuova istanza di risarcimento questa volta alla Regione e all'Assessorato regionale alla Famiglia che si occupa specificatamente delle vittime di mafia e dei suoi familiari. 

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