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Venerdì, 14 Giugno 2024
L'accordo / Sciacca

Incendi dolosi estivi, siglato protocollo tra la procura di Sciacca, la prefettura e i comuni

Veranno condivise le energie per contrastare i roghi e per la definizione di procedure omogenee di acquisizione delle notizie di reato e delle successive attività

E' stato siglato questa mattina alla Procura di Sciacca un protocollo in materia di indagini sugli incendi e fuochi controllati, sottoscritto dal procuratore di Sciacca, dal prefetto di Trapani, dal vicario del prefetto di Agrigento, dai rappresentanti dei comuni del circondario, dai comandanti provinciali dei vigili del fuoco di Agrigento e di Trapani, dagli ispettori dipartimentali delle foreste di Agrigento e di Trapani, dal questore di Agrigento, dal questore di Trapani e dal comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento.

Il protocollo riguarderà la condivisione delle energie per contrastare gli incendi dolosi per la definizione di procedure omogenee di acquisizione delle notizie di reato e delle successive attività. Questo sfruttando anche una banca dati realizzato proprio dal 2016 dalla procura saccense.

In tema di misure preventive, l’accordo richiama, anche i contenuti del decreto del presidente della Regione siciliana del 2008, che prevede: il divieto compreso nel periodo tra il 15 maggio ed il 31 ottobre, in prossimità dei boschi e nei terreni cespugliosi, di accendere fuochi e di compiere operazioni che possano creare pericolo immediato di incendio nei boschi e nelle aree interessate dalla presenza di cespugli, erba secca, macchia, stoppie, sterpaglie o altro, nonché, in particolare, di bruciare stoppie, materiale erbaceo e sterpaglie; l’obbligo di realizzare fasce di sicurezza o viali tagliafuoco da parte dei titolari ad ogni titolo dei fondi percorsi dalle fiamme; l’obbligo da parte dei proprietari, possessori o conduttori dei fondi di eliminare le sterpaglie e la vegetazione secca intorno ai fabbricati, agli impianti e dai confini di proprietà, creando in questo modo una fascia di rispetto non inferiore a 10 metri; l’obbligo di realizzare mediante aratura lungo l’intero perimetro del fondo, durante la mietitura nei terreni coltivati a seminativo, di una fascia ampia non meno di 10 metri, priva di stoppie, cespugli o altro materiale infiammabile; la prescrizione gravante sui titolari ad ogni titolo dei terreni di realizzare entro il 14 maggio di ogni anno una fascia di rispetto sgombra da covoni, cereali, erbe, ramaglie, foglie secche ed altri combustibili dell’ampiezza di almeno 20 metri da scarpate o banchine, nonché dell’obbligo di provvedere anche alla messa a nudo del terreno e al taglio di siepi, erbe e rami, che protendano verso gli stessi confini. I residui di pulitura devono essere depositati all’interno del terreno a una distanza di sicurezza non inferiore a 100 metri dalla scarpata e/o dalla banchina.

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