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In silenzio riapre la torre Carlo V, Camilleri: "Vicino ai lavoratori dell'Italcementi"

Il rumore dei 300 licenziamenti nello stabilimento di Porto Empedocle ha fatto cambiar programma all'evento. Una manifestazione sobria che ha sempre sottolineato la situazione assurda e critica in cui versano le 300 famiglie

Uno strano silenzio interrotto solo dagli appalusi, è stato accolto così lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri che nel pomeriggio di ieri è stato presente all'inagurazione della torre di Carlo V di Porto Empedocle.
 
Il rumore dei 300 licenziamenti nello stabilimento Italcementi di Porto Empedocle ha fatto cambiar programma all'evento di ieri, una manifestazione sobria che ha sempre sottolineato la situazione assurda e critica in cui versano le 300 famiglie.
 
"Siamo pronti a inaugurare un'importante opera per gli empedoclini, il restauro della torre Carlo V, per noi è un fiore all'occhiello - ha detto il primo cittadino di Porto Empedocle Calogero Firetto - doveva essere una giornata di festa, ma arrivo qui con la morte in cuore, per i lavoratori dell'Italcementi. E' una grande tegola, ma chiedo loro di non perdere mai la speranza e di continuare a lottare sempre, con fermezza dico che io e tutta Porto Empedocle è vicina a loro".
 
 
Ha voluto inoltre spiegare il sindaco Firetto, l'importanza della riapertura di un "monumento" come la torre di Carlo V, resistita negli anni più duri e raccontata nei libri di Camilleri. "La torre è stata palcoscenico di diverse guerre e carestie, oggi rivederla cosi per me è un gran miracolo. Devo dire grazie a tante persone, alla sovrintendenza di Agrigento, all'assessore ai Beni Culturali e all'Enel, ma anche ai cittadini di Porto Empedocle, e grazie a tutte queste persone che  oggi vantiamo il primo museo archeologico del mare".
 
Alla manifestazione è intervenuto anche l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Messineo: "Oggi restituiamo a Porto Empedocle un patrimonio importante, spero che con quest'opera si dia il via a un percorso turistico. Sono contento che Agrigento e Porto Empedocle vantino la miglior conservazione dei patrimoni archeologici".
 
Ha ascoltato tutti con silenzio e attenzione, il "padre" della penna siciliana e non Andrea Camilleri: "Torno nella mia terra dopo tre anni, venire oggi e sapere che 300 padri hanno perso il loro posto di lavoro è inaccettabile. La speranza in questi casi non serve a molto. Credo che il miglior detto sia 'Cu di speranza vivi disperato mori', gli empedoclini non devono sperare ma lottare, essere caparbi nei buoni e nei tempi cattivi. Conosco gli italiani e soprattutto i siciliani, so che uniti possono superare qualsiasi ostacolo. Dicono che so scrivere e metto la mia penna a disposizione per qualsiasi cosa, dico a gran voce agli empedoclini che il loro fratello maggiore Andrea Camilleri è con voi e non vi abbandonerà".
 
Camilleri girandosi verso la torre Carlo V ha poi affermato: "Questa torre alle mie spalle ha retto in epoche importanti e falciate dal dolore, rivederla cosi per me è una grande emozione".
 
Hanno applaudito a lungo l'intervendo di Camilleri gli empedoclini, che poi hanno ascoltato la lettura di alcuni passi dei racconti del celebre scrittore interpretati dall'attore e regista Sebastiano Lo Monaco. L'inaugurazione ha avuto il via da due scoppi di cannone e dalla benedizione dell'arciprete Brancato.
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