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Frode ben congegnata

“Pronto, hanno fatto bonifici fraudolenti e deve autorizzarci a bloccarli”: conto prosciugato

Questa volta i truffatori non hanno agito usando la rete ma semplicemente il telefono. L’interlocutore, con fare molto professionale, si è finto un impiegato di banca facendo sparire circa 6mila euro

Niente internet ma solo il “buon vecchio” telefono, quello che si utilizza per parlare e non per inviare messaggi o email. Ennesima truffa a danno di una donna agrigentina di 47 anni che si è vista prosciugare il conto corrente in pochi minuti. Con l’aggravante di essere inizialmente contenta perché era convinta di avere sventato l’ennesimo tentativo di frode. Sì perché ormai le truffe sono all’ordine del giorno. E se quelle on line sono in assoluto le più diffuse, stavolta tutto si è consumato attraverso un paio di “classiche” telefonate.

Infatti la 47enne è stata prima raggiunta da una chiamata anonima alla quale ha risposto. “Pronto, la sto chiamando dalla banca”: una voce con fare molto serio e professionale si è presentata con tanto di nome e cognome comunicando alla “cliente” di essere rimasta vittima di una fuga di credenziali di accesso al proprio profilo home banking. In buona sostanza il truffatore, spacciandosi per un consulente della banca, sosteneva che le chiavi di accesso al conto on line erano compromesse: qualcuno era riuscito ad appropriarsene indebitamente e aveva tentato di effettuare diversi bonifici per un totale di circa 6mila euro verso alcune carte di credito ricaricabili. “Per fortuna, cara signora - ha aggiunto il truffatore al telefono - abbiamo capito che si trattava di operazioni sospette e per questo le abbiamo temporaneamente sospese. Tra poco però le appariranno ugualmente sul conto come bonifici in corso di definizione. Ma non si preoccupi perché è semplicemente il sistema che mostra i movimenti con un leggero ritardo. A breve non ci sarà più traccia. Per cancellarle definitivamente, però, dobbiamo creare username e password nuovi per rendere di nuovo sicuro il suo conto corrente. E’ un’operazione facile e veloce che possiamo fare insieme ma è necessario che lei ci fornisca le sue attuali credenziali che andremo ad aggiornare”.

La donna, a quel punto, ha sentito puzza di bruciato e ha invitato l’interlocutore a richiamare dopo circa mezz’ora per proseguire eventualmente con le operazioni. D’altronde aveva ricevuto una chiamata da un numero anonimo ed era lecito avere sospetti.

Ed ecco la parte più astuta della frode. Il truffatore, tramite un’applicazione informatica capace di far comparire in chiaro il numero del chiamante (che però in realtà non è quello vero) ha reso così più credibile la telefonata. La donna infatti è stata ricontattata sempre dalla stessa persona, non più dunque da un anonimo ma da un numero ben identificabile. Dopo una conversazione in cui l’interlocutore appariva sempre più professionale e preparato, parlando un ottimo italiano senza cadenze dialettali, la vittima è definitivamente caduta nella trappola. Una volta conquistata la sua fiducia, l’uomo all’altro capo del telefono è riuscito a ottenere le preziose informazioni che gli servivano per portare a compimento la truffa. E’ riuscito a rendere definitivi e irrevocabili i bonifici che, solo in quel preciso istante, erano stati realmente effettuati. Ma lui ha convinto la vittima che fossero una sorta “residuo” che il sistema, aggiornandosi, avrebbe eliminato in maniera naturale.

“Signora non si preoccupi se continua a vederli tra i movimenti recenti del suo conto corrente. Tra un paio d’ore tutte queste voci spariranno e le somme indebitamente bonificate le saranno regolarmente stornate. Nel frattempo installi anche un’antivirus che le sto per fornire. Servirà a rendere più sicura la sua app di home banking”. In realtà tutto era finalizzato a prendere tempo e a distribuire i bonifici verso diverse carte ricaricabili. Quindi tutto frammentato, difficile da ricostruire e soprattutto irreversibile.

L’attesa da parte della vittima di vedere quelle operazioni cancellate dal conto è risultata ovviamente inutile: non solo il truffatore si è volatilizzato nel nulla, ma quegli addebiti sono rimasti lì senza mai essere annullati. Alla donna, a quel punto, non è rimasto altro che contattare la banca, questa volta recandosi di persone in filiale, per esporre l’accaduto.

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