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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca Montallegro

Impianto di trattamento rifiuti a Montallegro, la ditta Catanzaro chiede revoca misurazione della distanza dal centro abitato

Inviata una lunga nota a numerose autorità e organi istituzionali nella quale si evidenziano ”innumerevoli incoerenze di questa lunga vicenda che aveva visto tutti gli enti preposti rilasciare i dovuti pareri favorevoli”

La ditta Catanzaro non ci sta e chiede la revoca della misurazione, effettuata dal Genio civile di Agrigento, della distanza tra il centro abitato di Montallegro e l’area del futuro impianto Ford di trattamento rifiuti. Un braccio di ferro, dunque, tra favorevoli e contrari, che non accenna a concludersi. 

Inviata, dalla ditta, una lunga nota a numerose autorità e organi istituzionali nella quale si evidenziano “innumerevoli incoerenze di questa lunga vicenda che aveva visto tutti gli enti preposti rilasciare i dovuti pareri favorevoli”.

La società Catanzaro ha così presentato una formale diffida al Genio civile di Agrigento a procedere all’immediata revoca del provvedimento di misurazione delle distanze dall’impianto dal centro urbano di Montallegro indicando numerose criticità nelle procedure.

Impianto di trattamento rifiuti a Montallegro, il Genio civile conferma: “Non c’è la distanza obbligatoria di legge”

“Il provvedimento adottato nei giorni scorsi dal Genio civile – dice l’amministratore della società, Giuseppe Panebianco - rappresenta l’ultimo esempio di un modo di procedere che appare ben lungi dal perseguire gli interessi della collettività. E’ a nostro parere illegittimo il comportamento del Comune di Montallegro che, a soli 5 giorni di chiusura di un procedimento lungo, laborioso, dove tutti gli organi competenti si erano positivamente espressi sul progetto della Catanzaro, decide, violando procedure e termini di legge, di modificare il perimetro del centro urbano con l’effetto di avvicinarlo all’impianto della Catanzaro per accampare il mancato rispetto delle distanze di legge. Allo stesso modo illegittimo è il comportamento del Genio civile di Agrigento: da un lato dichiara di non avere gli strumenti per effettuare la misurazione, ma dall’altro lato si fa consegnare dal Comune di Montallegro carte e mappe, le sovrappone e procede ad una misurazione”.

La società, nel rivolgersi a tutti gli enti preposti, evidenzia come già l’Arpa avesse già chiarito che tale misurazione richiede l’impiego di una specifica strumentazione tecnica, parere peraltro condiviso da tutta la comunità scientifica e da illustri urbanisti che, già precedentemente interpellati, hanno chiarito che “non è metodologicamente e scientificamente corretto procedere ad una misurazione di distanze sovrapponendo carte differenti, senza peraltro fissare punti certi da cui effettuare i calcoli”.

“Restiamo inoltre esterrefatti – continua Panebianco – nel leggere le dichiarazioni del sindaco di Montallegro che attribuisce la conclusione di questa vicenda ad un personale intervento sul presidente della Regione siciliana. Questo perché, nonostante una legge che regolamenta una procedura complessa, nonostante i pareri e gli accertamenti tutti positivi espressi dalle numerose autorità competenti; nonostante il Consiglio di Stato, con un proprio recente parere, abbia chiarito che in queste procedure i Comuni non hanno legittimazione ad intervenire; nonostante anche l’Ufficio legale della Regione siciliana abbia confermato la correttezza della procedura sin qui seguita dagli organi competenti, oggi sembra che ‘basti’ una misurazione effettuata sulle carte, e non sui luoghi, e realizzata senza alcun contraddittorio, a stoppare la creazione di un impianto utile e necessario la cui mancata realizzazione avrà ricadute non solo occupazionali, ma anche, e soprattutto, di economie per il territorio su cui graveranno i maggiori oneri che la collettività dovrà sopportare per lo smaltimento dei rifiuti organici vista la carenza, nel proprio ambito di riferimento, di impianti a ciò destinati”.

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