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L'Ipia Fermi (foto da internet)

L'Ipia Fermi (foto da internet)

"Nessun impianto per rifiuti vicino ad una scuola", la Regione boccia il progetto

"Ad oggi - dice la commissione tecnico scientifica dell'assessorato - la sua realizzazione è esclusa dalla presenza del ricettore"

No alla realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti nella zona industriale a meno di 200 metri da un istituto scolastico:  la Regione da parere negativo alla proposta della società Ecoin.

Il decreto è stato firmato nei giorni scorsi dall'Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente e arriva in seguito ad una dura relazione negativa da parte della Commissione tecnica specialistica dello stesso Assessorato che fornisce parere negativo alla richiesta che era stata richiesta dalla società per costruire una piattaforma di recupero e valorizzazione dei rifiuti solidi nella zona industriale di Aragona, in territorio di Favara.

Una struttura che era stata già duramente contestata nel recente passato (per quanto ritenuta estremamente utile dai Comuni, oggi in carenza di impianti di trattamento rifiuti) proprio per quello che è stato uno dei motivi decisivi del "niet" arrivato dalla Regione: la vicinanza di una scuola superiore, l'istituto "Fermi" di Aragona.

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Un punto tanto determinante che la società aveva chiesto al Comune di Favara di valutare se fosse regolare la presenza di un istituto scolastico in piena zona industriale: qui l'Ipia fu trasferito anni fa, dopo che la sede principale si rivelò essere realizzata con calcestruzzo depotenziato. "La Valutazione di impatto ambientale - dice il provvedimento - valuta gli effetti, non esamina la legittimità di un'opera (peraltro con funzione pubblica) ma deve garantire il rispetto del principio di precauzione e tutela della salute umana. Quando e se la scuola sarà trasferita l'impianto potrà essere valutato. Ad oggi la sua realizzazione è esclusa dalla presenza del ricettore".

A questo si aggiungono comunque diverse altre osservazioni, tra cui l'impatto sulla viabilità di Favara, e poche certezze ad esempio sulla situazione delle potenziali emissioni. La ditta potrà, ovviamente, adesso presentare ricorso al Tar.

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