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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cronaca

Immigrazione, il papa all'Angelus: "Priorità di soccorso alla vite in mare"

Il pontefice ha ribadito la necessità di garantire tutela a chi proviene da paesi in cui non sono rispettati i diritti umani: un principio applicato giuridicamente dalla Procura di Agrigento

"Occorre porre fine al ritorno dei migranti in Paesi non sicuri e dare priorità al soccorso di vite umane in mare con dispositivi di salvataggio e di sbarco prevedibile". E' questo, come riportato dall'Ansa, l'appello di papa Francesco all'Angelus per i
migranti che partono dalla Libia e non trovano spesso accoglienza.

Un discorso, quello di Bergoglio, che tocca gli stessi temi che - in tutt'altra sede - erano stati delineati nella richiesta di archiviazione della Procura di Agrigento nei confronti del comandante e dell'armatore della nave Mar Jonio cioè la priorità della salvaguardia delle vite in mare.

"La Libia si ritiene non soddisfi i requisiti per poter essere considerata come un luogo sicuro ai fini dello sbarco all'esito del soccorso in mare" - aveva scritto il procuratore aggiunto Salvatore Vella, utilizzando le parole dell'alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) a cui proprio la Procura di Agrigento si rivolse per valutare se, al momento del soccorso  di due imbarcazioni  da parte della "Mare Jonio"  in acque Sar libiche (il 9 maggio del 2019), la Libia fosse o meno in grado di offrire un porto sicuro.

Il papa - riporta ancora Ansa - ha ribadito la necessità di garantire ai "condizioni di vita degne, alternative alla detenzione, percorsi regolari di immigrazione e accesso alle procedure di asilo. Sentiamoci tutti responsabili di questi nostri fratelli e sorelle che da troppi anni sono vittime di questa gravissima situazione e preghiamo insieme per loro in silenzio".

"Esprimo la mia vicinanza alle migliaia di migranti, rifugiati e altri bisognosi di protezione in Libia. Non vi dimentico mai, sento le vostre grida e prego per voi - ha detto ancora Bergoglio -. Tanti di questi uomini, donne e bambini sono sottoposti a una violenza disumana. Ancora una volta chiedo alla comunità internazionale di mantenere le promesse di cercare soluzioni comuni, concrete e durevoli per la gestione dei flussi migratori in Libia e in tutto il Mediterraneo. E quanto soffrono coloro che sono rimandati! Ci soni dei veri lager".

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