menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Lo sbarco di uno dei presunti carcerieri sottoposto a fermo

Lo sbarco di uno dei presunti carcerieri sottoposto a fermo

I superstiti rompono il muro del silenzio: "Ferri roventi sulla pelle, bastonate, stupri ed omicidi"

Tre i nigeriani fermati in quanto indiziati di delitto. Ma l'inchiesta della Procura distrettuale antimafia non esclude sviluppi visto che ci sarebbero altri carcerieri coinvolti

Ferri roventi sulla pelle, bastonate sulle piante dei piedi, benzina gettata addosso e poi fuoco. E' un'odissea quella raccontata - all'hot spot di Lampedusa - da alcuni migranti superstiti. Sopravvissuti alla prigionia nell'ex base militare "Casa Bianca" di Sabratah, in Libia, ed al viaggio "della speranza" verso l'Eldorado Italia. 

Sono stati tanti i migranti ascoltati dalla polizia di Stato. Soltanto alcuni, però, sono riusciti a parlare, a raccontare i loro giorni sul patibolo, rompendo il muro del silenzio. E le loro testimonianze, ritenute attendibili, puntuali e concordanti hanno fatto scattare il fermo, in quanto indiziati di delitto, dei tre nigeriani che hanno dai 24 ai 42 anni. Altri extracomunitari, invece, forse hanno avuto paura ed hanno scelto la strada della non collaborazione. Carcerieri e vittime erano, del resto, tutti nello stesso luogo: l'hot spot della più grande delle isole Pelagie. 

VEDI LA VIDEO INTERVISTA: "Determinanti le testimonianze dei migranti" 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

La provincia sempre più digitale, rilasciate 100 mila identità Spid

Attualità

"Belt and Road Exibition 2021”, Agrigento presente alla fiera on line

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgrigentoNotizie è in caricamento