Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Immigrati morti per ipotermia: pioggia di polemiche e reazioni

Da Save the children al Viminale, passando per Boldrini, Nicolini e Salvini, ecco cosa è stato detto finora

(foto archivio)

Per molti "Una tragedia che si poteva evitare" la morte per ipotermia di 29 immigrati avvenuta la notte scorsa a largo di Lampedusa che riaccende le polemiche nei confronti dell'operazione "Triton" che ha sostituito quella denominata "Mare Nostrum".

DRAMMA IN MARE - Tutto è iniziato la notte scorsa, quando due motovedette della Guardia Costiera sono salpate da Lampedusa alla volta di un barcone stracarico di extracomunitari segnalato di fronte alle coste della Libia. Qui i soccorritori hanno fatto la prima scoperta: per sette persone, il freddo del Canale di Sicilia era stato fatale. Durante il viaggio, altri 22 immigrati non hanno retto, e sono giunti senza vita a Lampedusa.

PIOGGIA DI POLEMICHE - Le 29 vittime di lunedì riaccendono la polemica sui limiti di "Triton", la missione gestita direttamente da Frontex, l'agenzia Ue per il controllo delle frontiere e che è subentrata all'operazione "Mare Nostrum". Polemico il tweet del presidente della Camera Laura Boldrini, che ha definito la strage un "orrore". Queste persone, ha scritto la Boldrini, non sono morte "in un naufragio, ma per il freddo. Queste - secondo Boldrini - le conseguenze del dopo MareNostrum".

"JE SUIS

MORTO DI FREDDO" - "Je suis morto di freddo e non sono riuscito ad approdare a #Lampedusa". Così il sindaco dell'isola Giusi Nicolini su Twitter all'indomani della nuova tragedia dei migranti che ha visto morire assiderate 29 persone".

SAVE THE CHILDREN - “Lampedusa oggi accoglie di nuovo i corpi senza vita di migranti in fuga da guerre, fame, violenze o gravi rischi per la loro vita, morti in mare per il freddo. Le cattive condizioni climatiche invernali non hanno interrotto il flusso degli arrivi via mare, a dimostrazione della mancanza di alterative per chi è costretto, nonostante tutto, a tentare la traversata”. Lo ha dichiarato Raffaela Milano, direttore Programmi Italia-Europa di "Save the Children".

“Come ‘Save the Children’ – si legge in un comunicato - ha più volte denunciato, la cessazione dell’operazione ‘Mare Nostrum’ espone a rischi estremi tutti, e in particolare chi è più vulnerabile, come le donne, i bambini e gli adolescenti giovanissimi che sono una presenza costante negli sbarchi: secondo le nostre stime, dall’inizio dell’anno a ieri, su 3.709 migranti sbarcati in Italia, 195 erano donne e 390 minori, di cui 149 accompagnati e 241 non accompagnati”.

“Chiediamo che l’Italia e l’Europa garantiscano il potenziamento del sistema di soccorso in mare al fine di scongiurare nuove tragedie come questa. Triton, così com’è concepito, non può e non deve essere l’unica risposta dell’Italia e dell’Europa a migliaia di bambini, ragazzi e famiglie costrette a fuggire per poter sopravvivere”.

"SI POTEVANO SALVARE" - Sulla stessa lunghezza d'onda il dottor Pietro Bartolo, direttore sanitario di Lampedusa si è definito "sconvolto" per questa nuova tragedia, e non ha esitato a puntare il dito contro "Triton". "Con l'operazione 'Mare Nostrum' forse questa tragedia si poteva evitare - ha detto il medico - . Si vanno a recuperare così a largo i migranti per poi portarli sulla terraferma, senza poterli immediatamente mettere al sicuro a bordo delle navi della Marina".

SALVINI: "FALSI BUONI" - Controcorrente il leader della Lega Matte Salvini. "Strage al largo di Lampedusa, 29 immigrati morti. Altro sangue sulle coscienze sporche dei falsi buoni", ha scritto su Twitter il leader del Carroccio il quale ha poi annunciato che chiederà al presidente della Commissione europea Jean Claude Junker di sospendere Triton e quelle del ministro dell'Interno Angelino Alfano.

AMSI - "Bisogna fermare "il cimitero del mare" con una legge dell'immigrazione europea, mediante accordi bilaterali ed una "Casa della Salute" internazionale per affrontare le emergenze sanitarie e le cure delle patologie più emergenti". Queste le proposte avanzate da Foad Aodi, presidente dell’Amsi, Associazione dei medici di origine straniera in Italia, a seguito dell'ennesima tragedia avvenuta in mare. Se non si interviene immediatamente, in modo concreto e determinato nella gestione del fenomeno-immigrazione, il rischio è che saltino tutti gli equilibri nazionali ed internazionali", conclude  Aodi denunciando la sofferenza per le vittime e "la rabbia e l'indignazione per i politicanti che strumentalizzano la pelle e le morti degli immigrati come ormai fa Salvini tutti i giorni".

LA LINEA DEL VIMINALE - La linea del Ministero degli Interni però non cambia. Secondo il Corriere della Sera, fonti del Viminale avrebbero confermato che i mezzi di soccorso si muoveranno soltanto in caso di grave pericolo perché la loro presenza in acque internazionali o addirittura di fronte alle coste libiche e turche "rischia di incoraggiare le partenze". Una linea ribadita anche nel corso dell’ultima riunione dei vertici di "Frontex", la struttura dell’Unione Europea che ha il compito di pianificare le politiche dell’immigrazione condivise da più Stati membri.

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