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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Il massofisioterapista è una professione sanitaria

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Antonino Di Stefano, presidente pro-tempore dell'Ams...

Riceviamo e pubblichiamo la nota che ci ha inviato Antonino Di Stefano, presidente pro-tempore dell'Ams (Associazione massofisioterapisti siciliani).

"Da anni ormai si perpetra, con sistematicità, una campagna divulgativa e professionalmente fratricida da parte di coloro che possiedono il titolo abilitante di fisioterapista nei confronti della categoria alla quale le Scriventi Associazioni si onorano di appartenere ovvero del massofisioterapista. Se non sappiamo di cosa si parla è semplice mettere alla gogna i colleghi dicendo che sono abusivi o peggio ancora non abilitati. Va bene la libertà di pensiero o di parola e va bene anche l’interpretazione ma non certamente la calunnia o la diffamazione a mezzo stampa.

Il massofisioterapista è una professione sanitaria non riordinata poiché mai è stata abrogata la legge che l’ha istituita (L. 403/71). E’ questa l’unica verità che non si vuole accettare neanche davanti alle sentenze di rango costituzionale o al Consiglio di Stato o addirittura ai pronunciamenti dell’Antitrust.  La voluta disinformazione che ormai va avanti da anni, e messa in atto da soggetti contro interessati (Aifi) ha alimentato la convinzione che, il massofisioterapista non esistesse più oppure che fosse una figura destinata ai soli non vedenti o che non sia ad oggi professione sanitaria, etc. Assumendocene piena responsabilità in sede civile e penale affermiamo che: è tutto assolutamente falso.

Non potendoci, per ovvi motivi attaccare sul piano legale, molti si sono spesi con subdole campagne diffamatorie fatte con articoli come quello pubblicato a gennaio c.a. sul suo giornale o su blog, forum o altro ancora. Se costoro avessero ragione sul nostro conto e se è vero, come essi affermano, che siamo degli abusivi o che non abbiamo un titolo abilitante perché non ci querelano? La risposta è semplice: sul nostro conto hanno sempre raccontato il falso.

Per motivi di sintesi non ci possiamo dilungare sull’estenuante quanto ingarbugliato ginepraio giuridico scatenato dalla miope politica giudiziaria della su menzionata associazione ma un dato è certo, ovvero che il Ministero della Salute ha pubblicato la nostra come professione sanitaria non riordinata ai sensi e per gli effetti di normativa vigente quindi da questo momento chiunque affermi il contrario dovrà assumersene le dovute responsabilità.
Il link del Ministero parla chiaro: https://www.salute.gov.it/professioniSanitarie/paginaInternaNoMenuSec.jsp?id=91&menu=elenco&lingua=italiano.

Pertanto chiediamo una volta per tutte che si interrompa un tale atteggiamento divulgativo distorto poiché gli unici a farne le spese sono i cittadini che restano confusi e inglobati in una diatriba che non fa onore al mondo della riabilitazione e a coloro che vantano primati o ruoli di tutela dei pazienti. Alle calunnie siamo abituati e colleghi mobbyzzati da un simile comportamento ne abbiamo soccorsi tanti ma è questo il vero nodo della questione? No, il vero nodo è nella cultura italiana dell’ “io”. Io posso tu non puoi, io sono tu non sei, io comando tu no. Dall’io, egregi signori, si deve passare al noi o l’unico a farne le spese sarà il paziente, pertanto invitiamo tutti alla moderazione e al ragionamento altrimenti, che lo si voglia o no, noi andremo avanti con tutte le tutele legali che non esiteremo a far scattare per quella che è una categoria che esiste nel panorama riabilitativo italiano da oltre cinquant’anni  e che per tanto merita il massimo rispetto".

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