Il giro di armi a Palma, l'intercettazione: "Il carro è di quel materiale leggero .. quello degli aerei.. bella!"

Il gip Zammuto: "Dall’attività di ascolto è emerso come Angelo Castronovo svolgesse in maniera abituale un’attività organizzata per l’acquisto e il commercio di armi, generalmente provenienti dall’estero"

Un momento della conferenza stampa

S’indagava sull’omicidio di Enrico Rallo, il trentanovenne di Palma di Montechiaro che perse la vita (era il dicembre del 2015) tre settimane dopo essere stato raggiunto – in piazza Aquilino - da due colpi d’arma da fuoco alla schiena. “Dall’attività di ascolto delle intercettazioni telefoniche e ambientali è emerso – ha scritto il gip Stefano Zammuto, - come Angelo Castronovo, in quel periodo, svolgesse in maniera abituale un’attività organizzata per l’acquisto e il commercio di armi,generalmente provenienti dall’estero e rinvenute nella provincia agrigentina”.Intercettazioni che, dunque, sono state la chiave di volta per scoprire il presunto giro di armi. 

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E’ il 22 gennaio del 2016 quando Castronovo “propone a un soggetto non meglio individuato l’acquisto in alternativa di un revolver calibro 44 a 6 colpi o di un revolver calibro 38 – ricostruisce sempre il giudice perle indagini preliminari nell’ordinanza di custodia cautelare firmata - . Castronovonell’indicare le caratteristiche tecniche delle armi che ha in vendita riferisce che le stesse sono state da lui introdotte in Italia dalla Germania,località nella quale egli ha dimorato subito dopo la morte di Enrico Rallo”. Le Perquisizioni subite dall’indagato non lo avrebbero scoraggiato. Il 29 marzo del 2016, “Angelo Castronovo, tramite il suo amico e collega d’affari Giacomo Alotto, vendeva infatti una pistola calibro 9 per 19, comprensiva di relativo munizionamento – prosegue il gip Zammuto – ad un soggetto terzo non meglioidentificato”. Le cimici avrebbero captato anche disquisizioni sui soldi – 1.500euro in caso - e sul tentativo di strappare un piccolo sconto: “Di meno di quelli non te la posso dare, mi devi credere … mi devi credere per davvero Giacomì, un’altra volta ci puoi andare meglio in un’altra cosa”. Castronovo, al telefono, avrebbe descritto – è il 12 maggio del 2016 – “una pistola in suo possesso indicandone – scrive il gip - la peculiare caratteristica di avere il ‘carro’(carello-otturatore) fatto con lo stesso materiale per gli aerei, che rendeva l’arma particolarmente ‘bella’”. Ecco lo stralcio trascritto sull’ordinanza: “Quella lì … dodici carte mi vogliono dare … bella, due colori, nera e alluminio nooo …il carro è di quel materiale leggero .. quello degli aerei.. bella!”.

All’alba di martedì, i carabinieri di Licata e i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento hanno arrestato 5 persone (3 sono finiti in carcere e 2 ai domiciliari) e notificato 4 obblighi di dimora. E’stata data esecuzione all’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Stefano Zammuto su richiesta del procuratore capo Luigi Patronaggio e del sostituto Alessandra Russo. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall'omicidio all'illecita detenzione di armi, alla ricettazione e favoreggiamento personale.  Oggi si terranno gli interrogatori dei 3 in carcere, sabato invece per gli altri. 

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